Caccia alle streghe, 300 anni di follia

La caccia alle streghe è uno dei capitoli più bui della storia europea, e non solo. Per circa trecento anni, dal 1450 al 1750, si stima che siano stati processati, torturati e condannati a morte 50.000 innocenti, tre quarti dei quali erano donne.
Ma come è nata questa follia? Le motivazioni sono legate a repentine trasformazioni sociali, economiche e religiose in atto nell’Europa dell’epoca. Già nel XIV secolo, a causa della devastante epidemia di peste nera che ha colpito tutto il continente, si iniziava a parlare di stregoneria e untori per cercare di dare una spiegazione a questa catastrofe, e soprattutto per individuare dei capri espiatori. Da questo momento, i processi alle streghe si fanno sempre più numerosi (in particolare dal 1550 al 1650) per poi interrompersi improvvisamente come sono iniziati alla fine del XVIII secolo.

Di norma, i processi alle streghe prevedevano torture fisiche e mentali, che nella maggior parte dei casi, portavano alla confessione delle vittime e alla loro esecuzione sulla pubblica piazza, per impiccagione o al rogo. E perché proprio le donne sono state maggiormente colpite da questa piaga? A causa della società cristiana e del patriarcato, che consideravano il sesso femminile una minaccia, in grado di utilizzare a suo favore l’abilità di indebolire e controllare gli uomini. Il tristemente noto Malleus Maleficarum pubblicato dalle autorità cattoliche nel 1485 circa è la conferma scritta di questa percezione distorta della realtà. Vale la pena citarne direttamente un brano: “La donna è una punizione inevitabile, una tentazione naturale, un pericolo nelle proprie case, uno spirito malvagio mascherato dietro a una piacevole apparenza... le donne sono per natura strumenti di Satana, sono esseri carnali, un difetto strutturale nella perfezione della creazione”. Possiamo solo immaginare che effetto possano aver fatto queste parole sulla popolazione dell’epoca.
Inoltre, le donne prese maggiormente di mira, erano quelle più indipendenti e noncuranti delle norme del patriarcato, soprattutto anziane che non avevano avuto figli, perché viste con sospetto dalla società tardo-medievale fondata appunto sulla famiglia.


La caccia alle streghe purtroppo non si è limitata al continente europeo. Il caso oltreoceano più eclatante è il processo alle streghe di Salem del 1692, ma il fatto più sconcertante è che, nonostante non siano in molti a saperlo, la stregoneria è una piaga ancora oggi, soprattutto nell’Africa Sub-Sahariana, dove ogni anno migliaia di donne vengono torturate e uccise, con le stesse assurde modalità del nostro Medioevo (Chiara Borloni)

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