Bellezze al sangue

Ben ritrovate Scheletresse, accomodatevi pure e vogliate gradire un po' del mio tè. Non temete, non è avvelenato... :-)
Oggi, nel salotto della Signora delle Mosche, smorzeremo un po' i toni leggeri tipici di questa rubrica e toccheremo un argomento che, da che mondo è mondo, intriga e sconvolge al tempo stesso il genere umano: il sangue. Il magnetico fluido corporeo dal colore scarlatto ha sempre provocato reazioni contrastanti e violente negli uomini come nelle donne. Naturalmente a noi interessano queste ultime, quindi considererò la questione sotto un'ottica prettamente femminile, ossia: il sangue visto come trattamento di bellezza.
Ovviamente, lo spazio qui dedicatomi è ristretto e non pretendo certo di scrivere qualcosa di approfondito... perciò confido nel fatto che, incuriosite, vi spingiate a documentarvi ;-)

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Or bene, come a molte di voi sarà noto, in passato - e parliamo di secoli fa - ci sono state donne che consideravano il sangue come l'elisir di giovinezza per eccellenza. Per lo più queste signore appartenevano a quell'aristocrazia annoiata che, stufa della vita da salotto in cui non accadeva mai nulla di interessante, si inventava nuovi passatempi pur di far scorrere al meglio un pomeriggio altrimenti piatto. Poco importava se questi diversivi implicassero torture, mutilazioni o addirittura la morte di servitù e schiavi (talvolta anche di conoscenti e ospiti), l'importante era elaborare qualcosa in linea con le proprie esasperate ossessioni: la bellezza e il terrore di invecchiare. Inoltre, essendo queste donne molto ricche e potenti, i crimini o rimanevano occultati tra le proprie mura, oppure ricevevano addirittura il consenso della società di quei tempi.
Il risultato finale di questi comportamenti folli è stato una lunga lista di omicidi e sparizioni, ma anche di notorietà e “fama” attraverso i secoli.

 

La figura storica più conosciuta sotto questo profilo, quella che ha poi ispirato molti romanzi, film e personaggi femminili deviati in generale, è stata la contessa ungherese Erzsébet Bathory, vissuta tra la seconda metà del 1500 e gli inizi del 1600. La nobile in questione è stata iscritta a pieno titolo all'albo dei serial killer e vi figura pure come una dei più prolifici della storia. Il numero delle sue vittime accertate si aggirerebbe attorno a 300, sebbene credenze e miti ci abbiano ricamato su fino a raggiungere la strabiliante cifra di 650. Ma quale fu il motivo che spinse la vecchia Liz a tali atrocità? Se escludiamo la sua vena sadica innata, la risposta sarebbe la bellezza. La leggenda narra che, dopo aver schiaffeggiato con violenza una serva ed essersi macchiata del suo sangue, la Bathory avesse notato un ringiovanimento della propria pelle proprio nel punto in cui era colato il sangue della ragazza. Da allora la donna cominciò una collezione sfrenata di belle giovinette (cameriere, contadine o ragazze della stessa aristocrazia) da torturare e uccidere, col fine ultimo di usarne il sangue per farsi veri e propri bagni rossi, o per creare sieri che giovassero alla propria pelle.
Che fine fece questa simpatica donna? Lo lascio scoprire a voi, ma, a mio avviso, fu una fine anche troppo mite per delle efferatezze guidate da cotanta pazzia. Fatto sta che la contessa Bathory si è guadagnata il suo posto nella storia, ha affascinato scrittori e registi, è apparsa in qualche fumetto e ha prestato il nome a una band metal. Vedete un po' voi!

 

Spostandoci dall'altra parte dell'oceano, nella New Orleans a cavallo tra il 1700 e il 1800, troviamo una collega della cara Bathory, un'altra nobildonna che, spinta da moventi simili a quelli della ungherese, si macchiò di orrori tali da non essere mai stati dimenticati dalla storia. Il suo nome? Madame Lalaurie, “nome d'arte” di Marie Delphine Lalaurie. Costei non era semplicemente ossessionata da rughe, creme e vecchiaia, ma a muovere le sue azioni vi era anche una consistente dose di razzismo e di spietato sadismo. I suoi schiavi neri - in accordo ai resti rinvenuti poi - venivano seviziati e mutilati in modi osceni e innominabili, e il loro sangue in plurime occasioni divenne per la Lalaurie il miglior alleato contro i segni del tempo.
Fortunatamente un impietoso incendio pose fine ai crimini della madama anglo-francese, anche se delle sue sorti in seguito si sa ben poco. In ogni caso, nonostante la sua natura riprovevole, la notorietà è arrivata anche per Delphine: la troviamo infatti protagonista della terza stagione della serie “American Horror Story”, interpretata da Kathy Bates.

 

Insomma, due personaggi mica da ridere la signora Bathory e la signora Lalaurie. Se l'acido ialuronico e le iniezioni di botulino fossero comparse già ai loro tempi, si sarebbero lasciate andare comunque ad azioni di tale crudeltà? Inoltre, recenti studi hanno in effetti mostrato come il sangue contenga una proteina capace di far ringiovanire i tessuti cellulari. Che l'incubo di novelle Bathory sia quindi dietro l'angolo? Chi può dirlo.
Io l'unico bloodbath che mi concedo è quello di un bagnoschiuma all'amarena contenuto in un simpatico packaging a sacca di sangue (ammiratelo nella foto). Ma per quello l'unica cosa che occorre seviziare - e nemmeno troppo - è il vostro portafogli.

 

E voi, che rapporto avete con la bellezza e la giovinezza? Cosa sareste disposte a fare pur di non sfiorire mai? Operazioni chirurgiche? Patti col Diavolo? O preferite il metodo Bathory-Lalaurie? A voi la parola, Scheletresse ;-) (Jules Bateman)



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