Penny Dreadful: city of angels

Il sangue scorre veloce nella Città degli Angeli: il ritorno di John Logan agli orrori “da un penny”

“Stai cercando di minacciarmi con la morte?
Se vuoi spaventarmi, minacciami con la vita.”
(Victor Frankenstein, Penny Dreadful)

In queste settimane, finalmente, lo spinoff dell’amata serie Penny Dreadful è sbarcato sul chiaro statunitense e dagli ascolti il nuovo progetto di John Logan pare già aver ingranato la giusta marcia. Dato il successo della serie originale, non c’è da stupirsi a riguardo.
Per chi ancora non la conoscesse, Penny Dreadful è una serie gotica, giunta a conclusione nel 2016, con protagonisti alcuni dei personaggi più noti della letteratura ottocentesca di genere, tra i quali Victor Frankenstein, la sua Creatura, Dracula e Dorian Gray. Nella nebbiosa Londra vittoriana forze diaboliche si muovono e il gruppo capeggiato da Vanessa Ives e Sir Malcolm Murray si appresta a contrastarle per salvare la giovane figlia Mina, caduta vittima dei vampiri. Questo è sono l’inizio di un’avventura tetra e profonda di una delle serie migliori degli ultimi anni, consigliata tanto agli amanti del genere quanto agli spettatori occasionali. Infatti, Penny Dreadful è una perla davvero da riscoprire e apprezzare, con una storia avvincente e personaggi indimenticabili. Un connubio ideale tra la buona scrittura di Logan e il grande talento di Eva Green, Rory Kinnear, Timothy Dalton, Billie Piper e Harry Treadaway, solo per citare alcuni interpreti.
La rete Showtime, quindi, non poteva lasciare un potenziale di questo tipo fermo troppo a lungo. Soprattutto, dopo averla data vinta a John Logan che aveva fatto terminare la serie alla terza stagione, così come aveva progettato fin dall’inizio. Lo showrunner, in effetti, ha rivelato più volte come la rete avesse insistito fino alla fine di portare avanti Penny Dreadful, ma da contratto solo Logan poteva avere l’ultima parola in merito. Da ciò, la nascita di questo spinoff, tanto desiderato dalla rete.

Abbandonate le inquietanti strade londinesi, Penny Dreadful: City Of Angels è ambientata nella Los Angeles del 1938 e vede protagonisti tutta una nuova serie di personaggi e situazioni. Mentre in città serpeggia la paura della guerra e fa capolino l’ombra del nazismo, la costruzione di una nuova autostrada, pronta a radere al suolo un intero quartiere ispanico, è la miccia scatenante di un profondo conflitto tra polizia e cittadini che vi abitano. Tra questi due fuochi si muove Santiago Vega, giovane detective ispanico, che in questa “guerra” intestina vede coinvolti direttamente la sua famiglia e il suo ruolo di poliziotto. Come se ciò non fosse sufficiente, il profondo razzismo e risentimenti verso la popolazione latina sono inaspriti da un serial killer che abbandona le sue vittime con il volto dipinto nella tradizionale maschera messicana del Giorno dei Morti. Invisibile agli occhi della città, però, un’altra faida è pronta a contagiare e divorare chiunque ne venga sfiorato, quella tra l’angelo Santa Morte e il demone Magda.

Fin nelle prime puntate, la serie mette moltissima carne al fuoco, prendendo di prepotenza le distanze con il suo originale, ma mantenendo alcuni dei capisaldi della narrazione di Logan. Così come il suo predecessore, infatti, all’orizzonte si profila una lotta mistica tra due potenti entità sorelle, mentre un’altra profezia misteriosa è pronta a mettere in pericolo il mondo. Anche nello spinoff, inoltre, la fede e il misticismo si dimostrano nuovamente cardini importanti della storia, con sfumature decisamente differenti. Infine, al posto della fatale Eva Green/Vanessa Ives, questa volta è Natalie Dormer/Magda a indossare i panni della “regina” dello show, anche se non con lo stesso carisma.
Logan ci catapulta in una Los Angeles diversa e poco conosciuta attraverso gli occhi della cultura latinoamericana dell’epoca, segnata dal disprezzo e dall’intolleranza. È molto interessante la cura con cui la sceneggiatura esplora questa cultura, a cominciare dalla scelta dei termini tipici di quegli anni come “chicano” (parola per indicare gli immigrati messicani in USA), “pachuco” (un individuo che vive la vita notturna e delle bande, ispirata alla mafia italoamericana) e “dago” (un insulto utilizzato dagli statunitensi per gli immigrati italiani e ispanici). Quest’ultimo ricordo persino di averlo letto nella poesia “Italy” di Giovanni Pascoli. In particolare, è proprio il razzismo uno dei temi centrali affrontati dalla serie (sugli ispanici soprattutto, ma anche nei confronti degli ebrei) che, come benzina, alimenta il fuoco dell’odio, pronto a far scoppiare in città una guerra di strada, così come a breve esploderà oltreoceano.

Al momento, Penny Dreadful: City Of Angels si sta dimostrando un prodotto molto interessante e dal grande potenziale. In particolare, la mia attenzione è stata da subito rapita dalla figura di Santa Morte, ritratto fedele all’iconografia della divinità messicana e personaggio ancora tutto da scoprire. Un altro piacevole dettaglio è il ritorno di Rory Kinnear, attore di grandissimo talento che aveva vestito il ruolo della Creatura di Frankenstein nella serie originale. A mettere alla prova l’artista è il suo nuovo ruolo che lo vede interpretare il Dottor Peter Craft, pediatra tedesco e capo del German-American Bund, un movimento statunitense che promoveva gli ideali del nazismo in quegli anni e decaduto con l’entrata in guerra degli USA. Bellissima, per di più, la fotografia, con una dominanza dei colori caldi, rispetto a quelli cupi e freddi del passato, sempre spettacolari.
Personalmente, avevo grandi aspettative, essendo un’amante della serie originale, e City Of Angels ha tutte le carte in regola per regalarci grandi emozioni. Per ora, il difetto più sentito è il ritmo piuttosto lento che rende, a volte, faticosa l’attenzione. Data la bravura di Logan, tuttavia, conto che Penny Dreadful: City Of Angels abbia ancora tanto da dare. Siamo solo all’inizio di qualcosa di grande.
(Anna Silvia Armenise)

Altre informazioni

Titolo originale: Penny Dreadful: City Of Angels
Genere: Horror, thriller
Stagioni: 1
Episodi: 10
Paese: USA
Uscita:2020
Rete televisiva: Showtime

Anna Silvia Armenise: Aspirante scrittrice dell'orrore, vive per scrivere dei suoi amati mostri.
Ha pubblicato svariati racconti e saggi, racchiusi in diverse antologie come “Ai confini del crepuscolo” (2013), “Lacrima di tenebra” (2014), “Z di zombie” (2015) e “Il luogo della parola” (2015), grazie ai riconoscimenti ottenuti nel corso degli anni tra cui il primo posto al concorso “Faraexcelsior” 2015, una selezione d’onore al “Premio Robot”, il secondo posto al concorso nazionale “Patrizia Brunetti” 2013. Sempre pronta ad affrontare nuove sfide e nuovi orrori, collabora attivamente anche come sceneggiatrice per i gruppi cinematografici “Lepisberg Studios” e “Tracoma Film” e per il gruppo teatrale "I Delittuosi", scrivendo per quest’ultimi Cene con Delitto Comiche. Dalla sua penna sono nati vari cortometraggi, come “What you want” di Luca Fabiani (Associazione 2000 Giovani) e “Within” di Jack Spatola (Lepisberg Studios), selezionato al canadese “Fake Flesh Film Festival” 2017 e al “My Annabelle Creation”. Inoltre, non solo dirige e cura il programma radiofonico “L’orrore ha voce” per l’emittente Radio Casotto, ma è anche una delle redattrici del noto portale horror “Non Aprite Questo Blog”. Libri, film, serie tv, fumetti... è una horror nerd fatta e finita, costantemente immersa nel sangue fino alle ginocchia e con gli occhi ben puntati verso l’Abisso.

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