Damien

La serie sequel de “Il presagio”: Damien Thorn e il peso di diventare Anticristo

“Damien! Guardami! Sono qua su! Ti voglio bene.
Guarda la tata! Guardami Damien. È soltanto per te...”
(Il presagio, Richard Donner, 1976)

Correva l’anno 1976, quando Richard Donner portò nei nostri cinema l’inquietante storia di Damien Thorn, il bambino, figlio del Diavolo in persona, destinato a scatenare l’Apocalisse. Come nella sua omonima trasposizione letteraria di David Seltzer, ne Il presagio l’innocenza si fa scudo e spada del Male, per insinuarsi nel silenzio del mondo, mentre corrompe chi la protegge e la nutre nella sua casa. Perché in fondo, come scopre a caro prezzo Robert (Gregory Peck), padre di Damien, sebbene ci sia la salvezza della Terra in gioco, quale buon padre ucciderebbe il proprio figlio senza esitare? Fino a che punto quel bambino è consapevole d’essere frutto del Male e non un suo mero strumento?
40 anni dopo questa pellicola, ecco uscire una serie tv che tenta di rispondere a quest’ultima fatidica domanda. Si tratta di Damien, telefilm sequel della famigerata saga de Il presagio, che vede il ritorno del giovane Thorn che, ormai adulto, deve affrontare il peso del suo destino. Infatti, qui Damien non è ancora il meschino politico di Omen III – Conflitto finale (1981), ma solo un bravo ragazzo, un talentuoso fotografo impiegato in zone di guerra. I suoi giorni di pace, però, sembrano di colpo finire quando un’anziana donna posseduta gli sussurra le fatidiche parole «It’s all for you» («È tutto per te»), le stesse parole che anni addietro la sua tata aveva pronunciato prima di impiccarsi alla sua festa di compleanno. Da questo istante in poi, inizia per Damien una discesa verso l’abisso, alla ricerca di se stesso e di un modo per evitare di diventare l’Anticristo.

Damien si dimostra una serie con alti e bassi, momenti interessanti e altri dove lo spettatore resta perplesso delle scelte registiche o riguardo la sceneggiatura. Tuttavia, il piacere di questo telefilm è aver colto l’occasione di visitare quel momento di transizione tra Omen II – La maledizione di Damien (1978) e Conflitto finale, quindi il periodo prima che la coscienza di Damien si frantumi ed egli abbracci il suo destino come Anticristo. Infatti, durante la saga non era mai stato chiaro quanto Thorn fosse consapevole del suo ruolo. Damien è un uomo, è nato anche lui con il libero arbitrio... o no? Damien può davvero scegliere il suo destino? O, primo tra tutti, il ragazzo è vittima di un disegno più grande di lui?

La serie si prospetta dunque come “la passione dell’Anticristo”, la risposta alla domanda su come Damien sia diventato ciò che ricordiamo essere in Omen III. Bisogna ammettere, comunque, che questo prodotto della A&E Network non è perfetto. Ne sono una dimostrazione la debolezza della stragrande parte dei personaggi secondari, in particolare quelli “positivi”, e il fatto che la serie non vide mai una seconda stagione.
A mio parere, però, resta un’opera dal grande potenziale con delle chicche inattese e dei punti di riflessioni importanti. Forte è il discorso delle macchinazioni politiche, in chiave moderna, capitanate da Ann Rutledge (una diabolica Barbara Hershey), che spingono per “l’incoronazione” del recalcitrante Damien, mentre imperdibili sono i sacerdoti del Vaticano, in versione sicari, che si muovono per epurare il mondo dal Male. Una serie, quindi, che un appassionato de Il presagio non può perdersi.
(Anna Silvia Armenise)

Altre informazioni

Titolo originale: Damien
Genere: Horror, Drammatico
Ideatore: Glen Mazzara
Attori: Bradley James (Damien Thorn), Megalyn Echikunwoke (Simone Baptiste), Omid Abtahi (Amani Golkar), David Meunier (Detective James Shay), Barbara Hershey (Ann Rutledge), John Lyons (Scott Wilson)
Stagioni: 1
Episodi: 10
Durata: 40 minuti circa
Paese: USA
Uscita: 2016
Rete televisiva: A&E Network

Anna Silvia Armenise è un’autrice e sceneggiatrice emergente, dedita soprattutto al genere horror.
Come autrice, ha pubblicato il saggio Evil Dead – Un viaggio nel regno del Male (2019), scritto insieme al collega Emanuele Crivello, e Joe Dante – Master of horror (2019), saggio collettivo, per la casa editrice Weird Book; la storia La notte degli Streghi, sceneggiata e illustrata dalla stessa autrice, contenuta nella raccolta a fumetti Acqua di Luna (2019); le raccolte di racconti Ai confini del crepuscolo (2013) e Lacrima di tenebra (2014), pubblicati da Biblioteca di Testi Brevi, a seguito della vittoria al concorso nazionale Patrizia Brunetti; vari racconti e un saggio breve nelle raccolte collettive Emozioni in marcia (2015) e Il luogo della parola (2015), per Fara Editore, e in Z di Zombie (2016), per LetteraturaHorror.it.
Ha ottenuto, inoltre, diversi riconoscimenti letterari nel corso degli anni, come il primo posto al concorso nazionale Faraexcelsior 2015, la selezione d’onore allo storico Premio Robot nel 2016 e la selezione all’Asylum Horror Story 2020.
Dal 2015, Armenise lavora attivamente come sceneggiatrice per vari gruppi cinematografici indipendenti, per cui ha scritto cortometraggi come What you want (2015) e Within (2017), selezionato al concorso americano My Annabelle Creation e al canadese Fake Flesh Film Fest 2017.
In veste di articolista, scrive per i noti siti Scheletri.com, Non aprite questa porta e Nerdgazmo.
Infine, dal 2016 collabora con il gruppo teatrale I Delittuosi per cui scrive sceneggiature teatrali inedite per Cene con Delitto Comiche. Dalla sua penna sono nate le commedie: Il fantasma è servito, Dottor Ford! (2016),Transilvania Express (2018) e Funeral Club (2019).
Libri, film, serie tv, fumetti... è una horror nerd fatta e finita, immersa nel sangue fino alle ginocchia e con gli occhi ben puntati verso l’Abisso.

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