Dark Shadows

Un viaggio indietro nel tempo per riscoprire la serie gotica che ha fatto la storia della televisione americana

“Si dice che il sangue sia più denso dell'acqua. Ci definisce. Ci lega. Ci maledice...”
(Dark Shadows, Tim Burton, 2012)

Ci sono serie che hanno lasciato un segno indelebile nell’immaginario televisivo: Ai confini della realtà, Star Trek, La famiglia Addams, Doctor Who e molte altre pietre miliari che hanno intrattenuto con la loro magia generazioni di spettatori. Ne esiste una, però, che l’Italia non conobbe mai, sebbene fin oggi resti un autentico cult televisivo, adorato da fior, fior di fan come Madonna e Quentin Tarantino. Si tratta di Dark Shadows, la soap opera gotica che nel 2012 Tim Burton riesumò col suo omonimo remake.
Uscita tra il ’66 al ’71, questa serie riscosse un enorme successo grazie al suo intreccio tra melodramma e horror, suspense e romance, fusi in una perfetta alchimia, unica per i suoi tempi. La leggenda vuole che Dan Curtis, il suo creatore, ebbe l’idea di Dark Shadows in un sogno, dove una malinconica ragazza viaggiava in treno verso una destinazione ignota. Proprio questa scena sarebbe stata motore di tutti le vicende, quando nel pilot della serie Victoria Winters (una sconosciuta Alexandra Isles) giunge alle porte della misteriosa villa dei Collins..

In principio, il telefilm era stato pensato e realizzato come una semplice soap opera, con tutti i crismi classici che accompagnano questo genere televisivo. Protagonista della serie, la decaduta famiglia Collins che, fra tragedie e difficoltà, viveva la sua tranquilla quotidianità nella cittadina marittima di Collinsport. Dopo solo i primi sei episodi, però, fu chiaro che le situazioni ripetitive e poco originali avrebbero portato ben presto la ABC ad interrompere la serie a causa dei suoi ascolti stagnanti. Questo sarebbe accaduto, se non fosse arrivato... un vampiro! Fascinoso, sinistro e maledetto, Barnabas Collins, interpretato da un suggestivo Jonathan Frid, fu la chiave di volta che portò Curtis non solo a salvare la sua serie, ma a regalarle la fama. A stagione già iniziata, Dark Shadows prese allora una piega inaspettata, aprendo le sue porte al mondo del soprannaturale. Erano gli anni degli spettri e degli intrighi, portati in scena da pellicole come Il mulino delle donne di pietra (1960) di Giorgio Ferroni, L’orribile segreto del dr. Hichcock (1962) di Riccardo Freda ed Amanti d’oltretomba (1965) di Mario Caiano, quest’ultimi interpretati dall’immensa Barbara Steele. Attingendo a piene mani dal cinema horror italiano, Dark Shadows si tinse delle cupe atmosfere del gotico. Streghe, vampiri, fantasmi, dimensioni parallele: nel corso dei suoi 1225 episodi nulla era troppo sconvolgente o incredibile per Barnabas e la sua famiglia, incidendo questo telefilm nel cuore di tutti gli spettatori.

Dato il suo enorme successo, le avventure targate Dark Shadows proseguirono anche al di fuori delle vicende televisive. Girati come una sorta di remake, usando medesimi attori e location, tra il ’70 e il ’71 Curtis realizzò ben due film: House of Dark Shadows e Night of Dark Shadows, pellicole entrambe sbarcate in Italia rispettivamente coi titoli La casa dei vampiri e La casa delle ombre maledette. Oltre alla serie tv originale, nel 1991 ne fu prodotto un revival dall’NBC di 12 puntate, conosciuto in Italia come L'ombra della notte. Nelle vesti di Barnabas Collins, fu scelto Ben Cross, più noto per aver recitato nelle pellicole Momenti di gloria (1981) e Star Trek (2009), qui nel ruolo di Sarek, padre di Spock. Infine, poco conosciuto, è l’omonimo remake televisivo del 2004, diretto da P.J. Hogan, con Alec Newman nelle vesti del vampiro protagonista (Frankenstein, miniserie, 2004). Tim Burton, dunque, fu solo l’ultimo di una lunghissima lista a perpetuare la memoria della famiglia Collins.

L’universo di Dark Shadows, tuttavia, non si limitò ai meri prodotti televisivi e cinematografici, ma si arricchì con audio-drama radiofonici, fumetti, riviste (tra cui la celeberrima Famous Monsters of Filmland) e una vasta serie di romanzi (circa 32, pubblicati tra il ’66 e il ’72, inediti in Italia). Forte della notorietà generata dal film di Burton, inoltre, ha visto la luce una nuova saga letteraria, scritta interamente da Lara Parker, la stessa attrice che nella serie tv originale interpretava la strega Angelique. Per i più curiosi, Dark Shadows: La maledizione di Angelique, primo volume della saga, incentrato sull’origine della relazione tra la strega e il vampiro, è stato tradotto anche per il pubblico nostrano, seguito in USA da Dark Shadows: The Salem Brach (2006) e Dark Shadows: Wold Moon Risin (2012).
Come accennato all’inizio di questo articolo, purtroppo, Dark Shadows non fu mai né trasmessa né tradotta per il pubblico italiano, ma per nostra fortuna la serie tv è stata completamente rimasterizzata e resa disponibile in DVD. Non ci resta, quindi, che farci prendere per mano dalle ombre e partire per una nuova e antica avventura.
(Anna Silvia Armenise)

Altre informazioni

Titolo originale: Dark Shadows
Genere: Soap opera, Horror, Supernatural
Ideatore: Dan Curtis
Attori: Jonathan Frid (Barnabas Collins), Joan Bennett (Elizabeth Collins Stoddard), Alexandra Isles (Victoria Winters), Louis Edmonds (Roger Collins), Nancy Barrett (Carolyn Collins Stoddard), David Henesy (David Collins), Grayson Hall (Dr. Julia Hoffman)
Episodi: 1225
Stagioni: 5
Durata: 30 minuti
Paese: USA
Uscita: dal 27 giugno 1966 al 2 aprile 1971
Rete televisiva: ABC

Anna Silvia Armenise: Aspirante scrittrice dell'orrore, vive per scrivere dei suoi amati mostri.
Ha pubblicato svariati racconti e saggi, racchiusi in diverse antologie come “Ai confini del crepuscolo” (2013), “Lacrima di tenebra” (2014), “Z di zombie” (2015) e “Il luogo della parola” (2015), grazie ai riconoscimenti ottenuti nel corso degli anni tra cui il primo posto al concorso “Faraexcelsior” 2015, una selezione d’onore al “Premio Robot”, il secondo posto al concorso nazionale “Patrizia Brunetti” 2013. Sempre pronta ad affrontare nuove sfide e nuovi orrori, collabora attivamente anche come sceneggiatrice per i gruppi cinematografici “Lepisberg Studios” e “Tracoma Film” e per il gruppo teatrale "I Delittuosi", scrivendo per quest’ultimi Cene con Delitto Comiche. Dalla sua penna sono nati vari cortometraggi, come “What you want” di Luca Fabiani (Associazione 2000 Giovani) e “Within” di Jack Spatola (Lepisberg Studios), selezionato al canadese “Fake Flesh Film Festival” 2017 e al “My Annabelle Creation”. Inoltre, non solo dirige e cura il programma radiofonico “L’orrore ha voce” per l’emittente Radio Casotto, ma è anche una delle redattrici del noto portale horror “Non Aprite Questo Blog”. Libri, film, serie tv, fumetti... è una horror nerd fatta e finita, costantemente immersa nel sangue fino alle ginocchia e con gli occhi ben puntati verso l’Abisso.

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