Die Dog or eat the hatchet

Il racconto lungo (o il romanzo corto, insomma quella creatura che viene di solito chiamata “novella” in lingua inglese) è un'arte poco praticata nella narrativa italiana di genere horror, trova però maggiore vita nel mercato statunitense.
Provo quindi a offrire un po' di spazio anche io a questa forma con Die Dog or eat the hatchet di Adam Howe, una raccolta di tre racconti lunghi pubblicata nell'ultimo anno da Comet Press.
Adam Howe è uno scrittore inglese che ha sfornato molti racconti in carriera, uno dei quali ha vinto un concorso organizzato da Stephen King. Può sembrare strano che si debba andare fino a Londra per trovare un autore che giochi più o meno nello stesso campo di Joe R. Lansdale, ma se amate il texano è ben probabile che troverete interessante anche Howe.
Irriverenti, scanzonati e umoristici, i suoi racconti non lesinano su violenza e ferocia ma le condiscono con un senso del grottesco e una inventiva sulfurea capace di dar vita ad alcune situazioni paradossali, La lunghezza gli permette di curare meglio le psicologie dei suoi personaggi, una galleria di umanità assortita, molto spesso fallace e altrettanto spesso alle prese con il dover pagare caro per precedenti errori.
Normalmente in una raccolta di questo tipo conviene limitarsi a poche parole di sinossi per i tre racconti e fornire quindi varie impressioni su stile e contenuti, io credo però che insistere un po' di più sulle tre trame possa rendere un migliore servizio ai lettori, invogliandoli eventualmente a cercare questo volume o altre proposte di Howe, vediamo quindi di avventurarci in queste sinossi...

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Damn Dirty Apes
Reggie Levine un tempo dominava il ring ma, dopo essere stato brutalmente sconfitto, si arrangia a lavorare come buttafuori in uno strip club quando gli capita una possibile occasione di redenzione. Alcuni locali, infatti, suggestionati dalla leggenda della "Bigelow Skink Ape", un mostruoso essere scimmiesco che vive nei boschi della zona, sono andati nel fitto del bosco per girare una sorta di filmino amatoriale porno, purtroppo qualcosa non è andata per il verso giusto, il mostro di fantasia è ben più reale di quanto ci si potesse aspettare e ora tocca proprio a Reggie capeggiare la spedizione di soccorso.
Il gruppo, assemblato alla bell'e meglio, oltre a Reggie comprende l'ubriacone del paese, una spogliarellista e l'autoproclamatosi cacciatore di leggendarie scimmie antropomorfe, Jameson T. Salisbury.
Inutile specificarvi che non tutto andrà a meraviglia e che nel bosco li aspettano parecchie altre sorprese oltre alla mostruosa scimmia.

 

Die Dog or eat the hatchet
Cambio di atmosfera per la seconda novella della raccolta, che ci porta in pieno territorio (retro)slasher partendo da un incipit classico.
Terrence Hingle è scappato dall'istituto psichiatrico dove era stato rinchiuso per aver massacrato cinque studentesse di una confraternita e già gli prudono le mani e torna la sete di sangue. A pagarne lo scotto è Tilly Mulvehill, cameriera in un locale: avrebbe dovuto avere la serata libera ma si è offerta di coprire il turno di una collega, ed ecco che arriva Terrence e la sequestra.
Il piano dell'uomo è semplice: sfruttare la ragazza come autista per passare il confine e quindi ucciderla. Ma a questa pentola il diavolo non ha ancora messo il coperchio ed ecco che il piano cambia bruscamente quando scarseggia la benzina e i due si devono fermane in una stazione di servizio nel bel mezzo del nulla.
Peccato che la stazione sia quella di Dwight e Dwayne, due gemelli psicotici che non vedevano l'ora di "giocare" con qualcuno. Presa in mezzo fra l'assassino e i fratelli pazzi, Tilly si prepara alla notte più lunga della sua vita.

 

Gator Bait
Nuovo cambio di atmosfera e nuovo ritorno a una situazione molto classica nella novella che chiude la raccolta.
Smitty è un suonatore di piano con il debole per le belle donne altrui e deve il suo soprannome "Three Fingers" proprio a un "incidente" con un marito tradito e ora, in fuga dalla città, deve accontentarsi di un misero lavoro in uno strip club fra le paludi della Lousiana.
Il posto è tenuto da Horace Croker, che contrabbanda in liquori, e dalla sua bella moglie, Grace. Horace è un tipo senza scrupoli, che ama far sparire eventuali ostacoli e disturbi nello stagno dietro il club, una pozza d'acqua nella quale regna, ben pasciuto, un enorme alligatore.
Smitty crede di essere l'uomo giusto per il post perché dopo aver perso due dita si è ripromesso di non aver mai più a che fare con le donne, ma come potete immaginare Grace gli farà cambiare idea coinvolgendolo in una relazione clandestina. Credo che abbiate capito già tutti come andrà a finire questa tresca...

 

Politicamente scorretto, effervescente, perfettamente a suo agio nella descrizione di personaggi e protagonisti non sempre gradevoli, Adam Howe è una lettura a rotta di collo e un autore di grandi capacità che sceglie di affrontare volutamente alcuni cliché narrativi generalmente ormai evitati in quanto considerati triti e ritriti.
Howe riesce però nella difficile impresa di rinfrescare questi cliché, per poi svoltare immancabilmente in territori più macabri e violenti, sebbene continuamente mediati dallo humour.
Ne risulta un buon assortimento di situazioni e una valida palestra di scrittura per chi ama questo tipo di sfida e di lavoro sulla letteratura di genere, ma chi non ama la miscela orrore + risate farebbe meglio a stare alla larga da questo titolo (Elvezio Sciallis)

Elvezio Sciallis: Non vi deve interessare chi sono. Leggete quanto scrivo e discutete di quello: chi sono non è importante, sono solo (cambia una consonante) una persona qualunque, appassionata di cinema e letteratura, specie quel cinema e quella letteratura che giocano e dialogano con il Perturbante. Ho all'attivo alcune pubblicazioni in antologie collettive e personali. Ho collaborato con diverse riviste cartacee e online. Traduco dall'inglese all'italiano videogiochi e testi per alcune società estere.



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