Un oceano deterministico

Al centro dell’universo, al di là di ciò che l’essere umano riesce a osservare, Crono — così veniva chiamato dagli Antichi — galleggia nella vastità dell’oceano cosmico come una palla lanciata da un bambino capriccioso, adirato con i genitori, e poi dimenticata. Lasciata lì a perdersi, ad allontanarsi dalla riva per via di quella corrente che trascina con sé gli oggetti destinati a svanire.

Crono è colui che ci sogna. È il creatore della memoria e, di conseguenza, il mezzo che ci permette di sperimentare l’esistenza; senza memoria, l’essere umano cosciente vivrebbe perennemente in uno stato di demenza asettica. Senza la sua Volontà saremmo materia inanimata che non sa di esistere, incapace di provare la paura della morte, il dolore, l’amore o la nostalgia. Crono è Dio. Ma è stanco e solo. Non ha scelto lui di essere ciò che è, né ha voluto l’emanazione della coscienza concentrata nel suo nucleo. Così come il sole non sceglie di far piovere i suoi fotoni nell’atmosfera terrestre, innescando il meccanismo della vita. Se questo sia un dono o una condanna, non spetta a me dirlo qui e ora.

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HALLOWEEN FOREVER

Halloween ha ancora tanto da raccontare. Leggi l'antologia Halloween Forever che raccoglie il meglio del Premio Scheletri 2026: 18 racconti di puro orrore, tra cui quello del maestro Danilo Arona, ispirato al classico dei classici di Halloween, al Film, quello con la F maiuscola da guardare assolutamente il 31 ottobre. Disponibile in ebook e cartaceo entrambi illustrati.

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OMICIDIO SULLE DOLOMITI

La comunità di un piccolo borgo di montagna viene sconvolta dal brutale omicidio di una donna. Giacomo Stani, il figlio tredicenne del maresciallo, ottiene il permesso di seguire il padre nelle indagini, entrando così in un mondo fatto di segreti rurali e tradimenti. Chi sarà il colpevole? Decimo Tagliapietra si cimenta con il giallo con l’avvincente “Luce di notte”, racconto finalista al Gran Giallo di Cattolica 2021. Disponibile in ebook e cartaceo entrambi illustrati.

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TORINO DEMONIACA

Torino galleggia sulle acque nere della superstizione e della magia. Sulle rive del Po sono adagiati cadaveri di frati impenitenti, satanisti sacrileghi e profeti di sventure. Elsa e Damiano, i giornalisti coinvolti nel delirio collettivo, si trovano a dover combattere contro le legioni di Satana. La città è dilaniata dalla follia primigenia scatenata dagli angeli decaduti. All'Inferno solo il Diavolo potrà salvarti. Disponibile in ebook e cartaceo entrambi illustrati.

Come ho detto, Crono ci sogna. A volte è così solo da permetterci di sognarlo a nostra volta, entrando in contatto con lui attraverso il mondo onirico, potenziato dal sogno lucido. Mi ha parlato del suo stato primordiale, paragonandosi a una larva infinitamente densa e calda, espansasi in una crisalide di materia pura che poi si è schiusa, dando origine al tutto. Crono mi ha spiegato di essere solo proprio perché le persone che sogna cercano costantemente di comunicare con lui. Lo chiamano nei modi più disparati, inventano rituali assurdi per entrarvi in contatto. Molto spesso sacrificano vite in suo nome su altari di pietra grezza, lasciando che il sangue scorra sotto il bagliore della luna. Ma Crono sa che da parte nostra non c’è amore. È consapevole che ogni cosa viene compiuta in suo nome solo per sete di potere, per guarire una persona cara, per vincere alla lotteria o, più semplicemente, per fare in modo che la propria giornata non si riveli l’ennesima tragedia nell’insignificante percorso dell'esistenza.

Crono, però, non ha alcun potere decisionale sulle nostre vite. Mi spiega che tutto è caos, che è impossibile ricomporre la tazza di porcellana appartenuta a una persona cara ormai scomparsa, scivolata dal tavolo una mattina in cui, ancora assonnati, si è mosso il braccio sbadatamente. Una volta ridotta in frammenti — che altro non sono se non cloni materici della tazza originaria — l'ordine si perde per sempre. Il tutto tende al disordine; ogni cosa segue un processo di decadimento. Crono è incerto persino sul destino dell’universo stesso. Non sa se diventerà un luogo freddo e buio, se l’insieme di forze generate involontariamente diventerà così denso e potente da lacerare gli atomi o se, come teme dal modo in cui ne parla, tutto tornerà allo stato larvale iniziale, andando incontro all’ennesima condanna. Spera che sia un altro Crono a prendere il suo posto; si augura un rinnovamento completo dell’esistenza, a condizioni differenti, che possa porre fine al suo dolore.

Per sollevargli il morale, visto che ci trovavamo in un sogno nel sogno ed era il mio sogno lucido, l’ho reso umano come me. L’ho portato a vedere il mare al tramonto, in un angolo di spiaggia che conoscevo fin da bambino. Mi è parso di scorgere delle lacrime: pur essendo Crono, non si era mai soffermato sulla banalità di un sole rosso sangue che affonda nell’azzurro. Mi ha chiesto se avrebbe potuto tornare ancora a vedere il mare e il tramonto. Gli ho risposto che il mio sogno è il suo sogno, e che avrebbe potuto farlo ogni volta che lo avesse desiderato.

Marcello Saponaro



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