Alexa

Mi sveglio con la voce di Michael Bublè. Anche quest’anno lui ed Enrique Iglesias si sono dati il cambio; uno canta e l’altro va in letargo. È stato un pensiero carino da parte di Edo quello di farmi trovare la musica una volta riemersa dal sonno barra stato di morte apparente. Questi turni mi ammazzano.
Guardo l’orologio ed è praticamente già ora di prepararmi il pranzo. Sto sola quindi vado di minestrina, il mio inconfessabile guilty pleasure. Ciao, sono Mara, ho 40 anni e adoro la minestrina ina ina col formaggino. D’inverno è una coccola.
Edo è al lavoro e io ho il televisore tutto per me. Ho una marea di horror in lista, ma stando da sola forse opterò per una commedia romantica. Basta che non si sappia in giro! Il mio secondo, oscuro, guilty pleasure.
Vado in bagno e passo davanti al salotto inondato dalla luce del sole di questo strano dicembre. Alexa fa partire un’altra canzone natalizia. Dal bagno alla cucina, metto su la pentolina con l’acqua per la minestra. La canzone è quella strana che si sente in un sacco di film, anche in Mamma, ho perso l’aereo, ma che a me mette un po’ d’ansia; avete capito quale, no?
E insomma dico: - Alexa! La prossima! -
Ma Alexa, come fa spesso, mi ignora e prosegue.

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PERVERSI... RITRATTI DI FAMIGLIA
Così scrive Paolo Di Orazio nella prefazione: i personaggi di Laura Marinelli sono grondanti pulsioni, sono bestiali anche se innocenti coi loro appetiti e umori più impopolari. Dietro quale porta, in una casa come tante, si nasconde la follia? Ritratti di famiglia contiene due storie drammatiche di depravazione e disperazione arricchite da 20 illustrazioni esplicite senza censura. Disponibile in ebook e cartaceo. V.M 18 anni!

- ALEXA! LA PROSSIMA! -
Nel mentre il cielo si fa tutto grigio compatto, in questo assurdo dicembre nel quale ogni ora ti fa vivere una diversa stagione. Premo l’interruttore della cucina, ma non succede nulla. Guardo la macchinetta del caffè; la presa è inserita, ma la lucina è spenta. La canzoncina natalizia inquietante prende uno strano abbrivio e ora è come se fosse cantata da un bambino cattivo.
- Alexa... -
Ma so benissimo che di là in salotto Alexa è spenta.

Monia Guredda

Monia Guredda nasce a Roma nel 1983. Consegue un’utilissima maturità artistica e un’ancor più utile laurea triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo. Ama leggere, ama scrivere, ama vedere film e serie tv (che a volte chiama ancora “telefilm”). Organizzatrice di eventi letterari, giornalista pubblicista e scrittrice pubblicata, sguazza con maggior delizia nel genere horror (con una nota di ironia), anche se di tanto in tanto non disdegna incursioni in altri territori. Strega buona (quasi sempre) consulta con una certa regolarità i suoi fedeli tarocchi che a volte le danno delle dritte anche per nuovi racconti. Suoi racconti sono apparsi su Letteraturahorror.it, La Soglia Oscura, Watson e Tuga mentre il primo libro tutto suo è uscito per quelli di Edizioni La Rìa con il titolo “Puoi sentirli sussurrare”. Le è costata più fatica trovare il titolo che scrivere i 22 racconti presenti nella raccolta.



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