La Sinfonia del Veleno

Il mio pensiero sulla canzone Never let me down again.

Era una notte senza tempo, in cui la realtà e la fantasia danzavano insieme, intrecciando le loro trame come fili di un unico destino. Il cantante dei Depeche Mode, avvolto in una nebbia di emozioni, decise di fare un viaggio con il suo migliore amico, una figura enigmatica e affascinante: l'eroina.
I due amici si avventurarono in un mondo sconosciuto, in cui ogni paesaggio era una sinfonia di colori e suoni. La melodia della vita si mescolava con quella del veleno che scorreva nelle vene dell'eroina, creando una melodia dolce e amara al tempo stesso. La loro fuga dalla realtà divenne un viaggio verso l'abisso, in cui il dolore e l'estasi si fondevano in un'unica esperienza. Attraversarono città sospese tra il sogno e la realtà, dove le strade erano fatte di note musicali e i palazzi si ergevano come maestose partiture. Il cantante si sentiva come un direttore d'orchestra, mentre l'eroina danzava al ritmo delle sue parole. Insieme, creavano sinfonie di emozioni, guidati da una melodia che solo loro potevano sentire.
Ma il viaggio aveva un prezzo, un tributo da pagare. Man mano che i giorni passavano, l'eroina si faceva sempre più potente, come un'ossessione che si impossessava dell'anima del cantante. La sua voce si trasformava, diventando un lamento struggente, una supplica di liberazione. Si sentiva come un naufrago in balia delle onde, in cerca di una salvezza che sembrava sempre più lontana.
La dipendenza dell'uomo dalla sua musa tossica era diventata una prigione dorata, una catena invisibile che lo legava al suo destino. Ogni nota cantata era un grido di aiuto, una richiesta disperata di essere lasciato cadere ancora una volta. La canzone dei Depeche Mode, che aveva dato il titolo a tutto questo viaggio, si trasformò in un inno di dolore e desiderio.

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La fine del viaggio si avvicinava, e il cantante sapeva che doveva prendere una decisione. Era giunto il momento di separarsi dall'eroina, dal suo migliore amico che lo aveva portato in un mondo di estasi e tormento. Ma la separazione era come strapparsi un pezzo di cuore, e il dolore si riversò nell'ultima nota cantata.
Quando il canto si spense, il cantante si sentì vuoto, come se una parte di lui fosse stata strappata via. Guardò l'eroina allontanarsi, scomparendo nell'oscurità, e si rese conto che il viaggio era stato solo un'illusione, un sogno che aveva cercato di realizzare. La realtà lo aveva raggiunto, e ora doveva affrontarla da solo.
In quel momento, il cantante capì che la sua canzone era finita. Aveva toccato l'apice dell'estasi e dell'abisso, e ora doveva trovare un nuovo significato per la sua musica. La sua voce si era trasformata, portando con sé la saggezza e la consapevolezza che solo l'esperienza può donare.
Così, il cantante dei Depeche Mode si mise al lavoro, componendo nuove melodie che raccontavano di speranza e di rinascita. La sua voce si alzò di nuovo, portando con sé un messaggio di vita e di libertà. E mentre cantava, sentì che l'eroina era ancora lì, nascosta tra le note, ma ormai trasformata in un ricordo lontano.
Il suo viaggio era finito, ma la sua musica sarebbe vissuta per sempre, come un'eterna sinfonia che mescolava fantasia e realtà, dolore e gioia, in un abbraccio intimo e potente.

Sandro Soldi



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