La donna senza testa

Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2022 - edizione 21

Mi aggiro nel marasma del luna park tra luci sfavillanti e adolescenti eccitati. Finite le giostre, all’inizio del bosco, scorgo un piccolo tendone stagliarsi nella notte. Il cartellone annuncia il bizzarro spettacolo della donna senza testa. Sono qui per questo. Mi inoltro nella penombra di una piccola platea in religioso silenzio. Prendo posto in prima fila.
Il consunto sipario si apre su una marcetta registrata. Subito parte il boato di stupore da parte del pubblico. C’è una ragazza su un trespolo al centro del palco. Non ha la testa. Al posto del collo è fissato un pesante anello d’acciaio. Tubicini si dipanano verso pompe e altri strani macchinari intorno. Indossa camicetta e gonna corta. Restano scoperte due belle gambe accavallate. Un finto professore con tanto di camice bianco e barba posticcia sproloquia di un terribile incidente causa della decapitazione. Davanti ai nostri occhi ci sarebbe il mirabile risultato della scienza medica.

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PERVERSI... RITRATTI DI FAMIGLIA
Così scrive Paolo Di Orazio nella prefazione: i personaggi di Laura Marinelli sono grondanti pulsioni, sono bestiali anche se innocenti coi loro appetiti e umori più impopolari. Dietro quale porta, in una casa come tante, si nasconde la follia? Ritratti di famiglia contiene due storie drammatiche di depravazione e disperazione arricchite da 20 illustrazioni esplicite senza censura. Disponibile in ebook e cartaceo. V.M 18 anni!

Un effetto ottico? Una scatola magica? Da scettico dedito alla vera scienza intendo smascherare questi impostori. Voglio scuotere il pubblico credulone. Con un balzo sono sul palco. Mi porto al centro della scena. Cerco il sistema di specchi origine della spregevole montatura. Il commediante in grembiule mi strilla di stare lontano per l’amor del cielo, me ne infischio. La donna scatta a quattro zampe sul sedile, emette sordi grugniti, dimena il torso acefalo come un’ossessa. La gente scappa tra le urla. Tubi e macchinari cadono a terra, in tutta la loro inutilità. La camicetta si strappa, il petto si divarica. Resto di sasso. Non riesco a dare senso compiuto al grosso orifizio grondante bava davanti a me. La cosa mi salta addosso con furia bestiale. Innumerevoli file di denti mi circondano, non oppongo la minima resistenza. Sapevo che c’era il trucco. È l’ultimo pensiero della mia testa staccata. Sipario.

Alberto Ballestra



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