Il Cavaliere di Ebano

Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2022 - edizione 21

Il Cavaliere di Ebano si voltò verso la fila di cadaveri ambulanti che stava conducendo a destinazione e, con un movimento composto dell’enorme spada, indicò loro la direzione da seguire.
In cima a quello stretto e altissimo sentiero di roccia umida il tempo pareva essersi fermato. Attorno alle figure spettrali c’erano soltanto enormi ammassi di nuvole grigie che divoravano il cielo.
- Avanti! - sentenziò il Cavaliere, rompendo il silenzio.
Le anime marcescenti avanzarono di qualche passo sul pavimento inzuppato, facendo attenzione a non precipitare, intimorite dall'eco inestinguibile prodotta dalla possente voce del guardiano.
Il suono rivoltante delle articolazioni dei morti scandiva il ritmo della marcia.

Dalle retrovie giunse un urlo animalesco che amplificò ulteriormente il terrore negli occhi dei caduti, costretti a fermarsi di nuovo.
- Non credete all'impostore! - affermò una delle anime, indicando il Cavaliere con un dito putrido, mentre nelle orbite nere apparivano fugaci lampi di consapevolezza.

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Il guardiano cominciò lentamente a liberarsi dell'elmo oscuro.
Il suo viso era composto della materia delle stelle.
Ogni singolo cadavere iniziò a piangere lacrime di miele e di sangue, dimenticando qualsiasi paura e qualsiasi desiderio. Essi contemplarono per qualche secondo il luminosissimo volto del guardiano, irradiati e assuefatti da cotanta meraviglia.
Il Cavaliere approfittò del loro stupore per privarli una seconda volta della vita.
Brandendo la spada della compassione e muovendosi con eleganza sui pericolosi bordi del baratro come in una danza ancestrale, decapitò e incenerì i corpi dei presenti i quali, uno dopo l’altro, sprofondarono nel nulla.

Mentre le spoglie dei morti si tramutavano in etere e risalivano quindi pacatamente verso le nuvole, il guardiano provò invidia per il loro destino.
- Spezzerò questo ciclo - pensò mestamente, scrutando l’orizzonte del sentiero eterno con l’elmo nero stretto a sé.
- … La prossima volta sarò anch’io finalmente libero.

Michele Achilli

Classe '87, lavoro da quando sono molto giovane nell'azienda vinicola di famiglia in Oltrepò Pavese. Sono da sempre appassionato di narrativa fantastica - horror e sci-fi, nello specifico -, di cinema e di videogiochi. Nel 2017, insieme a due amici, ho fondato una piccolissima casa di produzione di cortometraggi. Ad oggi, ho pubblicato due saggi di cinema e uno di questi è un testo consigliato (con mia enorme sorpresa) nel corso "Visual Effects Supervisor & Producer" al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.



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