Requiem da camera in materasso bemolle (allegro ma non troppo)

3° classificato al concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2022 - edizione 21

Classe 1993, capelli corti, biondi, ci spogliamo in salotto, uno di fronte all’altra, poi via, verso la camera a piedi scalzi, fianco contro fianco, ora distesi, tu sopra, un primo morso profondo tra il collo e la spalla, senza remore, io ritraggo la testa, mi abbasso fino a trovare il seno; addento, mastico, torno bambino succhiando, ancora bocca sulla bocca, di nuovo su, a cancellare rossetto e labbra con lacrime addensate nel trucco, disperati ci uniamo (Dio quanto eri bella seduta su quella panchina a far finta di fumare), tocca alla mia gola, un trancio di carotide si dimena come un serpente ferito, schizzando sul cuscino, spasmi alle gambe, mi tuffo sull’orecchio perfetto, lecco i piercing, li ingoio insieme al lobo (debole cartilagine di speranza, quando ti guardavo e capivo di essere fuori posto, soltanto tu e il mondo intorno), ci apriamo il ventre, mescoliamo gli intestini, sangue caldo e lingue e denti, tepore, togliamo la fiele verdastra dal fegato, basta amarezza, basta paura, dentro il costato, in cerca del rispettivo cuore, ti amo, mi ami, è tuo e mio, rivoli scuri, spruzzi di rosso piacere sulla testata del letto, la pelle più dura, pochi peli, le rughe scomparse, restiamo muscoli, nervi e dolce ansimare, senza punti di bellezza, a vibrare in armonia per trovare un lembo superstite, lo scortichiamo, la lingua libera sul bianco dell’anca, del bacino.

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Chi ha paura delle streghe?
"Storie di Streghe" è un’antologia che vuole omaggiare la figura della Strega in tutte le sue sfaccettature, antiche e moderne. Tra leggende e folklore i 12 racconti che ne fanno parte sono i migliori tra quelli che hanno partecipato al Premio Scheletri 2022. Disponibile in ebook e cartaceo illustrato

Ormai ridotti a farfalle schiacciate, proviamo a vivere per davvero questo singolo attimo: siamo buio e luce, un’unica pozza di sangue, frattaglie e ossa, consumati insieme, amanti stanchi, appagati, ci fermiamo. Pensando che non rimarrà niente, forse solo spiriti confusi in cerca di un dove. E, invece, il silenzio registra qualcosa. Dai resti informi di carne e amore sul letto, una boccuccia, un nasino, un vagito. Il nostro inizio.

Diego Cocco



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