La medicina dell’occhio

Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2021 - edizione 20

Mia nonna era una maledetta stronza che mi faceva vivere in un regno di terrore. Per lei il mondo consisteva nella sua casa, quelle pettegole bigotte delle sue amiche, la sala d’attesa del medico, la chiesa del quartiere e le visite del prete di turno.
Essendo orfano ho passato l’infanzia con lei e mio nonno, un santo che ha lavorato come un mulo per morire d’infarto, a sessantotto anni, alla scrivania del suo studio di geometra. Era sempre lì per scappare da quella casa tutta merletti, odore di medicinali e racconti su come il diavolo stesse cercando di conquistare il mondo attaccando le giovani menti con la musica e il sesso.
Nei pomeriggi, dopo i compiti, ero costretto a stare con mia nonna e le sue amiche a dire il rosario e poi, buono buono, le ascoltavo parlare.
Erano brutte, tutte con dei visi in cui sembrava mancasse qualcosa. Come se Dio avesse deciso di omettere dei particolari per lasciarle indefinite.
La loro fede era solo superstizione. Quante volte sono stato curato per dei mal di testa con “sa mexina e s’ogu” (la medicina dell’occhio) invece che con una banale aspirina. Si chiudevano in cerchio ed eccole, chissà come, a mescolare acqua e olio.
Magia?

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Quante volte hanno borbottato di pozioni d’amore per i loro figli e figlie o, per aiutare i parroci che si avvicendavano nella chiesa del Sacro Cuore, si radunavano a recitare litanie per esorcismi a distanza.
Tutta l’infanzia così, in un’atmosfera cupa e malata.
Quando restavo da solo in casa mi chiudevo in salotto per paura dei demoni che potevano attaccarmi e, vi giuro, al di là delle porte chiuse sentivo qualcosa muoversi.
Ricordo le parole di mio nonno quando usciva nel pomeriggio e le guardava.
«Stai attento, sono streghe» diceva «vere streghe.»

Giuseppe Vivona

Padre e marito, biologo di formazione vivo, come agente di commercio, spacciando tecnologie a centri medici e centri estetici. Ho 46 anni sono un lettore onnivoro e autore, per ora, di 13 racconti pubblicati più 5 poesie. Il mio primo romanzo, un horror, è in uscita per l'inizio del 2022.
Scrivo da sempre ma, per una forma malata di terrorismo verso la letteratura italiana, da un anno è mezzo ho iniziato a proporre le mie opere.



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