300 Parole 2025: scadenza 31 ottobre

Testa mozzata

Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2020 - edizione 19

Era la notte di Samhain e la luna piena illuminava la radura. Io ed Amy, impavide, volevamo raggiungere i ruderi della villa che sorgeva nel bosco. Alcuni testimoni giuravano che una strega durante i Sabba ballava come un'ossessa attorno alle inquietanti statue di pietra che la circondavano, e noi volevamo deriderla.
Ci addentrammo nel bosco che ci inghiottì richiudendo scheletrici rami dietro di noi, sentivo ora solo lo scricchiolio delle foglie e dei rami secchi che si spezzavano sotto gli anfibi. Sopra le nostre teste, attraverso la fitta vegetazione, il chiarore lunare penetrava a fatica riversandosi contro nodosi e ritorti tronchi d'albero che formavano mostruse pareidolie.
"Ci interessa davvero incontrare quella creatura, Lea?"
"Dai Amy, non fare storie... adesso accendo la pila, ok?".
Infastidite dai rovi che allungavano i loro artigli graffiandoci e cercando di trattenere le nostre vesti e dal verso cupo di un gufo che narrava il nostro destino, trasalimmo quando la luce della pila elettrica rimbalzò d'improvviso contro l'antica costruzione. Un odore nauseabondo si levava ora dal sottobosco, il luogo sembrava stesse marcendo e sprofondando dentro le viscere della terra.
"Avvicinati Amy, per la miseria! Amy? Mi senti?"

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INCUBO POST-APOCALITTICO DI TIM CURRAN

Dopo l’olocausto nucleare, un gruppo di sopravvissuti si rifugia nel bunker progettato da Lilian, un nascondiglio sicuro fatto di acciaio e piombo... o così sembra. Con un ritmo incalzante e un’atmosfera claustrofobica, Aftermath incalza tra spettri di follia e oscuri desideri, trascinando il lettore in un’odissea dove la più grande minaccia non è la radioattività… ma il male che si cela nell’animo umano. Disponibile in ebook e cartaceo entrambi illustrati.

Lei non rispondeva. Lasciai scorrere il fascio di luce attorno a me, ma sembrava svanita nel nulla.
Il cigolio dei cardini di una delle malmesse finestre al primo piano mi fece voltare di scatto, misteriosamente animate di vita propria si spalancarono e una fluorescenza giallognola pervase l'interno delle stanze. Una sagoma scura si affacciò. Sorreggeva con una mano un lume che schiarì ciò che l'altra teneva sospesa dai capelli: una testa mozzata e gocciolante, quella di Amy.
Non riuscii ad urlare, né a scappare, divenni statua tra le altre della villa ed una strega ballò attorno a me, deridendomi.

Debora Vigato

Ho 41 anni, vivo in un paesino in provincia di Verona, attualmente faccio l'operaia. Tra le tante attività che mi appassionano, quella che preferisco è leggere libri horror o thriller psicologici.



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