A ottant’anni i miei coetanei hanno il cervello fottuto. Desiderano solo ricordare il passato e smancerie simili. Ma ciò che richiamano alla mente per strapparsi un sorriso, è una bugia, un auto inganno.
La vecchia Betsy racconta al vicino di letto che quando aveva le gambe, prima dell’incidente in auto – non aveva mai voluto prendere quella maledetta patente perché sapeva che qualcosa di brutto le sarebbe capitato – correva tutte le mattine. In paese la conoscevano come Betsy la scheggia. Nel rammentarlo, scimmiottava se stessa agitando i moncherini sotto le lenzuola e rideva di gusto.
Alla finestra, Raymond, imbacuccato in una sudicia coperta, passa il tempo a sbirciare fuori da un buco dell’anta, l’unico spiraglio rimasto sul mondo esterno. Dice che è per quello che non ha più la mano: suo padre gliel’ha torta fino a spezzargliela quando l’ha scoperto a spiare la vicina. Un ricordo che lo fa scompisciare. Pure le infermiere ridono ogni tanto. Mostrano i denti, gli occhi vacui.
Dorothy scorrazza come un’anatra. La favola di Cappuccetto Rosso l’ha segnata per sempre e ora ha il terrore che possa entrare il lupo. Così, quando arrivano le provviste e le medicine, anche se ormai sempre più di rado, prova in ogni modo a sbarrare la porta. E allora sono i lupi veri a trasformare in cibo i nostri rinforzi.
INCUBO POST-APOCALITTICO DI TIM CURRAN
Dopo l’olocausto nucleare, un gruppo di sopravvissuti si rifugia nel bunker progettato da Lilian, un nascondiglio sicuro fatto di acciaio e piombo... o così sembra. Con un ritmo incalzante e un’atmosfera claustrofobica, Aftermath incalza tra spettri di follia e oscuri desideri, trascinando il lettore in un’odissea dove la più grande minaccia non è la radioattività… ma il male che si cela nell’animo umano. Disponibile in ebook e cartaceo entrambi illustrati.
Io faccio fatica a mangiare. La carne della guancia non mi è più ricresciuta e la mascella non si chiude a dovere. Ma io non mi racconto stronzate: so benissimo che è stato uno di quegli esseri irsuti a strapparmela. Sono ancora là fuori, grossi come mucche, bestie di Satana.
Ma vedete, per quel poco che mi resta, non mi interessa: voglio solo dimenticare.
E così finisce ogni giornata. Ringhi e ululati fuori e noi dentro che ridiamo istericamente.
Silvia Benedetta Piccioli nasce nel 1994 nella periferia di Brescia. È laureata in lettere, si sta specializzando in filosofia e lavora in una biblioteca. È appassionata di libri e scrittura, ma i suoi interessi spaziano in diversi campi ed è sempre alla ricerca di nuovi stimoli. Ha esordito nel 2017 con un romanzo per ragazzi di genere fantasy, Il Libraio, edito da Lettere Animate, e nel numero 35 della rivista Storie Bizzarre è stato pubblicato il racconto horror La Palude. Nel 2020 è uscito il primo libro della serie horror per ragazzi “HorrorCam” pubblicato dalla Dunwich Edizioni.
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