Il maleficio dello stregone

Una notte di mezza estate un individuo bussò alla porta di casa di Samuele, in una casetta in via delle betulle, sulla collina di Aosta. Era un viandante che cercava un giaciglio comodo per dormire la notte, dopodiché il giorno dopo sarebbe ripartito alla volta della Francia. Ma esso fu cacciato in malo modo dal ragazzo, che lo prese a calci nel sedere. L’uomo rivelatosi essere in realtà un potente stregone, venuto a sapere che il padrone di casa era uno scrittore, lanciò una tremenda maledizione sulla casa e sul giovane tipo che viveva in un modesto appartamento con la sua compagna Elisa. Samuele scriveva storie di mondi alieni e di creature sovrannaturali, quali fantasmi, extra-terrestri, e mutanti. Nel suo ultimo romanzo queste creature fecero un patto, nel quale i capi di queste tre fazioni di mostri si sarebbero dovute unire per formare una creatura abominevole. Essi avrebbero dominato il pianeta Terra con i loro seguaci mostri. Samuele una notte dopo aver sentito strani rumori, si precipitò in sala temendo fossero entrati i ladri. Scoprì invece che la creatura malefica alta due metri e mezzo stava divorando il frigorifero.


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Dopo di ché ruppe con un pugno un vetro della finestra e corse fuori in strada tra urla disumane e versi agghiaccianti. Samuele comprese che il personaggio tremendo del suo libro aveva preso vita. Decise di bruciare ogni singola pagina del suo ultimo romanzo gettandolo nel camino. Ma dopo aver acceso la televisione sentì una edizione straordinaria del tg3 il quale, con un reportage, filmava la bestia e i numerosi danni che essa aveva combinato in città. Su consiglio della sua ragazza Cinzia Samuele evocò tramite una seduta spiritica, un stregone suo antenato. Esso chiese spiegazioni allo spirito il quale gli raccontò del maledetto incantesimo che quell’oscuro viandante aveva fatto su di lui e sui suoi scritti. L’unico modo per esorcizzare la creatura schifosa, che era uscita dalle pagine del suo pc, era di recitare la maledizione al contrario. Samuele si fece dire le parole da formulare, e dopo aver pronunciato il rito magico aspettò che la situazione tornasse alla normalità. Qualcosa però andò storto e il ragazzo fu risucchiato nel suo computer, imprigionato nelle pagine del suo libro. Questo successe perché lo spirito dell’antenato si era dimenticato di dirgli del piccolo inconveniente che lo avrebbe colpito...

Gabriele Bramato



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