Il parco giochi del brivido

Quando Philip e Giorgia entrarono nel nuovissimo parco giochi di nome Mortelandia non sapevano che cosa gli sarebbe accaduto. Giorgia comprò un gustoso zucchero filato rosa, mentre Philip lo acquistò bianco. Appena ambedue lo ebbero mangiato sentirono un gusto strano in bocca, e qualcosa di rosso colava loro dalle labbra, i due cacciarono un urlo disgustato, si trattava in fatti di sangue. E dallo zucchero filato fuoriuscirono anche molti scarafaggi. All’improvviso un pagliaccio gli spinse entrambi da dietro e i due finirono in un labirinto magico. I due girarono in tondo per un’ora senza trovare una via d’uscita. Inoltre in quel luogo i loro poteri magici non funzionavano. Erano letteralmente imprigionati. All’improvviso Philip si ricordò di avere in una tasca dei jeans delle pietre. Si trattava di sassi che collezionava. Con essi ruppe uno specchio del labirinto. Lui e Giorgia riuscirono a sbucare di fuori. Inseguito qualcosa catturò la loro attenzione. Si trattava di una giostra, chiamata: Le montagne dell’orrore. Giorgia prese per mano suo fratello e lo trascinò alla cassa dell’attrazione. Saliti sopra i due dovettero vedersela con mostri di tutti i tipi che gli urlavano nella testa. Vi erano vampiri, licantropi, pagliacci assassini, insetti giganti e spettri. Tutti essi gli morsero gambe e braccia pronti a divorarseli.

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Ma fratello e sorella riuscirono a fuggire grazie ai loro poteri magici. I due avevano fatto comparire nelle loro mani fucili caricati con pallettoni a sale per disintegrare i mostri. La giostra dopo aver finito il giro tornò alla base, con Philip e Giorgia sani e salvi. Dopodiché essi furono attratti da un grosso barconi dei pirati. Vi salirono a bordo e furono prontamente attaccati da una banda di pirati scheletri. Philip e Giorgia fecero comparire delle scimitarre con le quali combattere i corsari, ed essi se la cavarono egregiamente. Poi i due corsero via alla cieca inseguiti da un gruppetto di cassieri zombie. Riuscirono a seminarli ma decisero, ipnotizzati com’erano da una forza malefica e oscura, di andare a giocare negli autoscontro. Qui uscirono malconci con molte contusioni e lividi, provocatigli da altri ragazzini. All’uscita dal parco i due riabbracciarono loro padre.
-Allora figli miei com’è andata il collaudo dei giochi-?
Poteva andare peggio-, dissero i due ridendosela di gusto.

Gabriele Bramato



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