Il serpente assassino

In quei giorni nell’antico Egitto faceva un gran caldo, se ne accorse anche Bryan che dopo un viaggio indietro nel tempo con la sua lampada magica scoprì le bellezze dell’antico Egitto, in particolare le piramidi, che custodivano grandiosi tesori. Ma per entrare nella tomba del grande Faraone Tutan Kamon la spedizione degli archeologi capitanati da James si fece condurre da una guida esperta. In realtà però la guida nascondeva un terribile segreto. Ogni notte infatti scoccata la mezza notte, l’uomo si trasformava in un terribile serpente velenoso, e gigante. Il suo veleno trasformava gli esseri umani in zombie. E il serpente si nutriva di sangue di zombie. Aveva infatti due canini prominenti per succhiare il fluido dei non morti. Ora avvenne un fatto strano, il Faraone in persona, visto il gran numero di persone trasformate in zombie, decise di affrontare la questione di persona, sfidando il malefico mostro in un duello all’ultimo sangue.

Il duello si tenne alle prime luci dell’alba, e il faraone da indomito guerriero qual’era sconfisse il cobra gigante, e gli mozzò la testa. Ma lo spirito del mostro era ancora vivo e lanciò una maledizione sul faraone e su tutta la sua famiglia e la sua stirpe. Il sortilegio prevedeva che la mente del capo degli Egizi, un Dio per tutta la popolazione, tutte le notti si aggirasse per il suo palazzo uccidendo tutti i suoi cari e tutta la servitù per poi in fine, una notte, togliersi la vita. Finito l’effetto della maledizione lo spirito si addormentò per tre mila anni. Ma la spedizione di turisti e ricercatori a spasso nel tempo risvegliò l’antico manufatto, trovando un vaso di cristallo, nel quale la natura incorporea dell’essere si era rifugiata, scovando l’antico manufatto dentro una camera piena di tesori nella piramide di Tutan Kamon. Lo spirito soggiogò i malcapitati e gli fece uccidersi gli uni con gli altri. Tre mila anni dopo un membro dell’esercito egiziano scovò per caso, dopo una spedizione in incognito come appassionato di archeologia il vaso di cristallo ma, dopo aver sollevato il coperchio, uscì una forte puzza e un rivolo di polvere. L’anima del mostro si era consumata nel tempo e si era dileguata del tutto, il Faraone aveva avuto finalmente la sua rivincita.

Gabriele Bramato



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