Controluce

Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2019 - edizione 18

La donna correndo quasi mi sfiora, senza vedermi. È elegante nel suo tailleur blu, ma non indossa scarpe.
In lontananza, da dove sta fuggendo, si sentono spari e grida; controluce non riesco a distinguere particolari rivelatori.
Non ricordo nulla, il passato recente è opaco.
Come sono arrivato qui?
Porto la mano alla fronte per creare un po’ d’ombra, c’è solo fumo e confusione.
Un uomo viene verso di me: “Ehi, amico, fermati!”, gli grido, ma lui continua per la sua strada, senza voltarsi; la sua giacca e i suoi pantaloni sono strappati.
C’è troppo sole.
Un’esplosione; altro fumo. Urla strazianti.

Attendo paralizzato dalla paura.
Altre due persone vengono nella mia direzione. Si tengono per mano, un uomo e una donna; lei lo trascina, in lui, invece, appaiono chiari i segni di un imminente cedimento.
“Tieniti su, un ultimo sforzo”, grida lei. Non c’è autorità nel suo tono, ma supplica e rassegnazione.
Sono a pochi metri da me, fanno fatica.
La loro difficoltà mi sprona, gli vado incontro.
Lui sanguina dal collo: sembra una ferita superficiale, non mortale.
Mi avvicino; stendo le braccia verso l’uomo, provo ad afferrarlo.

Il suo corpo passa attraverso il mio.
Non sono più fatto di carne. Non sono più fatto di vita.
Inizio a ricordare.
Mia moglie è morta mentre la stringevo, poco dopo i suoi occhi mi hanno fissato: per un attimo smarriti, poi bramosi. Si era risvegliata affamata.

Scorgo la sagoma di un’altra persona attraverso il fumo: si trascina una gamba, la testa dondola sussultando a ogni passo.
Il suo incedere disarticolato e innaturale non ha più nulla di umano.
È uno di loro.

Una nuvola occulta il sole. Il fumo si dipana e rigurgita quella creatura.
Adesso posso vedere con chiarezza: quel corpo senza pace ha il mio volto.
È il mio cadavere.

Guido Del Giudice

Mi chiamo Guido Del Giudice, mi guadagno da vivere facendo il copywriter. Da sempre appassionato lettore, mi dedico da un anno alla scrittura creativa. Ho pubblicato il mio primo racconto, di fantascienza, Sogno indotto nell’antologia Polittico edita da Caffeorchidea.



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