Appuntamento al buio

Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2018 - edizione 17

«Qual è la tua storia?» le chiesi.
Moira mi squadrò. Provò a replicare, ma la risposta le sfiorì sulla bocca, un paio di labbra color ciliegia che l'avevano già tradita con un ghigno. Che l'avessi sorpresa?
«E come rispondo?» esordì lei «Ci vorrebbe un'eternità.»
«Tu provaci. Non dirmi qualcosa di te, dimmi qualcosa di tuo
«Un segreto?»
«Anche, sì.»
«Magari dopo, se fai il bravo.» e con un piccolo gesto si lasciò cascare sul viso quel vaporoso ciuffo di capelli. In un attimo, metà della sua anima era svanita sotto una coltre di ciocche corvine, mentre l'altra continuava a guizzare nell'occhio gemello.
Trascorsa qualche ora, ci accorgemmo di non aver ordinato nulla se non del Malbec. È il mio preferito, aveva confessato Moira, e così – attorniati dagli invadenti sguardi nel ristorante – c'eravamo cibati solo di parole e vino rosso.

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«Guarda» bisbigliò lei a un certo punto. S'era scoperta il braccio sinistro. La luce dei cerini le serpeggiava a sprazzi sulla pelle, accarezzando un intricato arabesco di cicatrici «Eccolo il mio segreto» fece, con la voce appena pastosa e quelle sue dita da violinista che mi sfioravano «Ora però tocca a te. Qual è la tua storia?»
«Te la racconterò, ma non qui. Vieni» mormorai «Andiamo via.»
Fuori dal bistrot le presi la mano e passeggiammo assieme per ore, fino alla scalcinata soglia d'un basso nella città vecchia, non lontano dai moli. Casa sua.
«Entra pure.»
Chiusi la porta, e subito le ombre dell'andito ci inghiottirono. Ritrovai Moira sul divano, seduta a gambe incrociate. «Avvicinati» biascicò dolce verso di me, con la mano in grembo «Poggiati qui.»
Le obbedii e mi lasciai andare. Ero ubriaco.
«Forza, adesso raccontami.»
«Com'è che hai detto?» chiesi «Ci vorrebbe un'eternità?»
«Sì, caro» mi disse, prima d'affondarmi i denti in gola «Ma non era una battuta.»

Antonio Amodio

Sono nato a Foggia il 10/11/1992 e ho da poco ottenuto una laurea magistrale in Marketing e Comunicazione all'Università di Bologna. Scrivo dal 2009 e finora mi sono occupato in prevalenza di noir e racconti dell'orrore, ho curato soggetti e sceneggiature cinematografiche per diverse produzioni indipendenti nel bolognese (dal 2011 al 2014) e ho collaborato fino al luglio 2018 con una rivista milanese di arte, curandone personalmente la rubrica "Cinematografo" e facendo da corrispondente presso numerosi festival di cinema sul territorio nazionale.



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