La soglia imperfetta

Mi chiedo spesso cosa accada al corpo nei primi istanti dopo la morte, se sia possibile individuare un momento preciso in cui la morte si compie, se è vero — come oggi la ricerca suggerisce con sempre maggiore chiarezza — che i processi biologici non si arrestano in modo sincrono e istantaneo ma attraversano una fase di progressivo esaurimento. Un transitorio di arresto, nel quale sistemi diversi si spengono secondo tempi e modalità non sovrapponibili, dando forma a un passaggio che solo di recente la scienza ha iniziato a indagare.

La persistenza di dinamiche biologiche attive anche negli istanti successivi alla cessazione dell’attività cerebrale, oltre a rendere meno netto il confine tra ciò che definiamo vita e ciò che siamo soliti chiamare morte, mette in crisi la nostra rappresentazione della morte come evento istantaneo, soglia immobile tra un prima e un dopo nettamente separati, che certamente conserva una propria indubbia utilità sul piano simbolico e giuridico, ma non corrisponde più alla realtà.

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OMICIDIO SULLE DOLOMITI

La comunità di un piccolo borgo di montagna viene sconvolta dal brutale omicidio di una donna. Giacomo Stani, il figlio tredicenne del maresciallo, ottiene il permesso di seguire il padre nelle indagini, entrando così in un mondo fatto di segreti rurali e tradimenti. Chi sarà il colpevole? Decimo Tagliapietra si cimenta con il giallo con l’avvincente “Luce di notte”, racconto finalista al Gran Giallo di Cattolica 2021. Disponibile in ebook e cartaceo entrambi illustrati.

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TORINO DEMONIACA

Torino galleggia sulle acque nere della superstizione e della magia. Sulle rive del Po sono adagiati cadaveri di frati impenitenti, satanisti sacrileghi e profeti di sventure. Elsa e Damiano, i giornalisti coinvolti nel delirio collettivo, si trovano a dover combattere contro le legioni di Satana. La città è dilaniata dalla follia primigenia scatenata dagli angeli decaduti. All'Inferno solo il Diavolo potrà salvarti. Disponibile in ebook e cartaceo entrambi illustrati.

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HORROR PORNO ILLUSTRATO

Anni ’70. Tra le strade di una torrida New Orleans, dove il jazz si mescola all’aroma di spezie e ai corpi in vendita, prende vita “La scolopendra d’oro”, novella horror erotica intrisa di sensualità e mistero. Il libro è arricchito con numerose illustrazioni esplicite senza censura realizzate dall'artista Alessandro Amoruso. Disponibile in ebook e cartaceo entrambi illustrati.

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MANUALE PER SOPRAVVIVERE ALLE STREGHE

Questo è un testo rivoluzionario che spiega come riconoscere le vere Streghe e affrontarle. Le Streghe sono entità malvagie con un unico obiettivo: seminare caos e distruzione. Lo dimostrano i numerosi casi documentati nel Manuale, tra cui la strage del passo Djatlov, i fatti di Burkittsville, l’incidente alla Darrow Chemical Company e catastrofi di portata mondiale come Chernobyl o l'avvento di Hitler. Il Manuale è inoltre arricchito da numerose illustrazioni e fotografie inedite e top secret. Disponibile in ebook e cartaceo.

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EROS E ORRORE

Questo non è un racconto. È una possessione. Una lunga, dolorosa, eccitante possessione. Un ragazzo come tanti ma con un terribile segreto di famiglia, un amore troppo grande per poter restare umano. Lei non è solo una ragazza: è una Dea tatuata, un'ossessione che divora e trasforma. Tra desiderio e dannazione, "Lovecantropia" esplora i confini sottili tra amore e dipendenza, eros e orrore, passione e follia. Disponibile in ebook e cartaceo entrambi con illustrazioni senza censura.

Uno degli studi più citati in questo campo, condotto da Noble e Pozhitkov, ha evidenziato che in organismi modello come il pesce zebra e il topo, centinaia di geni continuano a essere espressi dopo la morte, con andamenti non casuali ma organizzati nel tempo e con picchi di attività che si estendono fino a 24–48 ore dal decesso. Non si tratta soltanto della progressiva degradazione di un sistema che si spegne, ma di una dinamica complessa nella quale alcuni geni associati allo sviluppo embrionale, alla risposta allo stress e ai processi infiammatori mostrano un incremento dell’espressione proprio dopo la morte dell’organismo, come se alcune componenti cellulari continuassero, per un certo periodo, a operare secondo programmi che non sono stati ancora completamente disattivati.

Questa osservazione è stata ulteriormente confermata da studi successivi, che hanno analizzato campioni umani e animali evidenziando come l’attività trascrizionale post-mortem non sia uniforme ma segua traiettorie differenziate a seconda dei tessuti e delle condizioni ambientali, al punto che tali variazioni sono oggi oggetto di studio anche in ambito forense per la stima dell’intervallo post-mortem, segno che non siamo di fronte a un fenomeno marginale ma a una dimensione strutturale del processo di morte.

Particolarmente significativo è ciò che è stato osservato nel tessuto cerebrale, dove alcune cellule mostrano un comportamento che non è riducibile a una semplice sopravvivenza passiva ma assume i tratti di una vera e propria reazione biologica, con un aumento dell’espressione genica e modificazioni morfologiche che possono protrarsi per molte ore dopo il decesso, come documentato da uno studio dell’Università dell’Illinois pubblicato su Scientific Reports nel 2021, ha evidenziato come i geni associati all’infiammazione e alla risposta immunitaria risultino tra quelli maggiormente attivi nel periodo post-mortem.

È in questo contesto che è stata coniata l’espressione “Geni Zombi”, per indicare quei geni che mostrano un incremento di attività dopo la morte dell’organismo, un’immagine che rischia di essere fraintesa se letta in chiave sensazionalistica ma che coglie comunque un elemento reale, cioè la persistenza di una dinamica biologica organizzata oltre il momento che, sul piano clinico e giuridico, definiamo come morte.

Quello che emerge da questo insieme di evidenze è una difficoltà crescente nel sostenere quella visione istantanea della morte cui accennavamo in apertura, perché l’organismo certamente cessa di funzionare come sistema di funzioni biologiche organizzate, ma le sue componenti non si arrestano tutte nello stesso momento e continuano per un certo tempo a eseguire funzioni che, se isolate dal contesto dell’intero organismo, conservano una loro intelligibilità biologica.

In altri termini, la morte appare sempre meno come un evento e sempre più come un processo, nel quale la perdita di integrazione precede e accompagna la progressiva cessazione delle attività cellulari, e nel quale si apre una zona intermedia che non è più vita nel senso pieno e riconoscibile del termine, ma non è ancora neppure una completa inattività della materia biologica.

Questa zona intermedia ha implicazioni che vanno oltre il piano strettamente scientifico, perché mette in discussione la nostra tendenza a pensare la vita e la morte come categorie nette e reciprocamente esclusive, mostrando invece come il confine tra le due sia, almeno per un certo intervallo di tempo, sfumato e progressivo. Una transizione, non un salto, che ci costringe a confrontarci con un processo che, pur essendo del tutto naturale, sfugge alle categorie semplici con cui eravamo abituati a descriverlo e ci costringe a fare i conti con scenari etici, oltre che scientifici, che non avevamo considerato.
(Oreste Patrone: 13 aprile 2026)



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