Venezia Metal

di Marco Crescizz - pagine 350 - euro 14,00 - Acheron Books

In un futuro non troppo lontano, la satanica musica metal è stata bandita dall’Italia e relegata in una Venezia quasi del tutto sommersa dall’acqua. Qui si rifugia Gianni, giovane chitarrista in cerca della propria strada, al seguito del fratello Paul, frontman di una delle migliori band emergenti. Ma tra concerti sponsorizzati, acquisti di download e inseguimento del successo a ogni costo, sotto l’immagine “dura e pura” di Venezia si fanno strada con prepotenza gli interessi commerciali dell’industria musicale e c’è chi proprio non ci sta. Come se non bastasse, dalle viscere della terra emerge una misteriosa forza infernale, evocata e nutrita dalla musica stessa, che pare avere intenzione di imporre la propria voce al mondo intero. In questa Venetia Inferna Gianni sarà chiamato a scegliere da che parte stare e a decidere chi e cosa valga la pena di salvare.

Se pensate che Venezia sia la città più romantica del mondo, dopo aver letto questo libro probabilmente la guarderete con occhi nuovi. In realtà, non so immaginare un luogo più adatto per ambientare una storia così pazzescamente teatrale e infernale. Grazie allo stile immersivo, vedrete tutto: l’acqua alta, le metalgondole, le passerelle, la Bava di Satana viola che si arrampica sugli edifici... e appena finito di leggere organizzerete un viaggio a Venezia per andare a vedere coi vostri occhi quella meraviglia, prima che sia sommersa dall’acqua (non sembra che manchi molto, metal o no). Per inciso, non potrete assolutamente esimervi dal passare per Ca’ Dario – a vostro rischio e pericolo: ebbene sì, le leggende da brividi riportate nel libro sono tutte vere e derivano da un’accurata ricerca storica (complimenti per l’idea di inserirle!).

I personaggi sono molto ben caratterizzati e ce n’è per tutti i gusti. Personalmente ho amato Ribbon e Stella, due donne pazzesche, che affrontano a testa alta anche la parte più maschilista del mondo metal, e ho molto apprezzato la parabola evolutiva di Gianni, che prende pian piano contatto con i propri desideri e si accorge infine che da soli non si fa nulla: tutti abbiamo bisogno di una band (che tipo di musica questa band poi suoni, sarà tutto da scoprire). :-)

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14 ORRORI DA LEGGERE
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Leggende terribili? Ci sono. Mostri e altre creature soprannaturali? Ci sono, in quantità. Squartamenti, interiora e sangue? Ci sono, preparate lo stomaco. Forze demoniache che minacciano la sorte del pianeta? Ci sono... e fanno veramente paura!!! Che altro volete?!

La parte finale del libro vi catapulterà dritti in un livello di DOOM e non sarete in grado di staccarvi da lì, fino a che non verrà suonata l’ultima nota del più infernale concerto che abbiate mai ascoltato. Elemento plus: ogni libro che ha una colonna sonora per me vale come dieci. Se poi parliamo del metal, beh... c’è bisogno di dire altro?!

Lo stile è abbastanza asciutto, non si perde in fronzoli. Certo, dovete seguire lo sguardo e le azioni del protagonista, tutto dal suo esclusivo punto di vista, cosa che ha i suoi pro e i suoi contro: da un lato non vi perderete nulla dell’azione e rimarrete perfettamente focalizzati per tutto il tempo, ma dall’altro dovrete affrontare lunghe descrizioni di tutto-ciò-che-avviene-minuto-per-minuto, cosa che a volte non è proprio leggerissima. Se devo trovare un difetto, sono alcuni dialoghi, un po’ artefatti a causa delle scelte lessicali. Lo so, è complicatissimo tradurre su carta quello che si dice a voce, ma qualche aggiustatina qua e là li avrebbe resi completamente realistici.
L’edizione è molto curata e la copertina, come sempre, spacca: da incorniciare.

Sento spesso dire che l’horror non si sa rinnovare e rimane legato a vecchi schemi e cliché: con “Venezia Metal” avete la possibilità di provare invece qualcosa di completamente nuovo, che non troverete altrove. Un horror italiano che funziona, che smette di scimmiottare gli USA e racconta davvero la nostra realtà, riuscendo non solo a osare, ma anche a essere credibile e convincente.

Non c’è che dire, Marco Crescizz ha fatto un sacco di strada e sono certa che ne farà ancora, raccontando storie di mostri che parlano anche del nostro presente, con uno sguardo critico e la sua immancabile ironia.
Non so come la penserete voi, ma io non vedo l’ora che esca il film.
Voto: 8,5
[Blackstar]

Incipit
Giro il rubinetto e il flusso di acqua calda si interrompe. La vasca da bagno è piena. Mi inginocchio accanto al bordo di ceramica e immergo un panno morbido. Lo strizzo e lo passo sul corpo della chitarra di mio fratello, una Ibanez Xperience nera satinata. È viscida, cosparsa di bava di Satana.
Strofino il manico di legno e il panno si impregna, diventa viola scuro. Lo immergo nella vasca e lo strizzo, tutta l’acqua assume riflessi violetti. Con uno spazzolino gratto le meccaniche lungo la paletta.
Avrei dovuto rimuovere le corde, ma che palle! Ho già fatto il basso e l’altra chitarra… gli occhi mi si chiudono… voglio scendere da ‘sto battello e tonare a casa.
L’acqua puzza di qualcosa che ricorda il catrame e lo zolfo. Sollevo la chitarra e la giro. Passo le dita tra le corde, le pizzico per fare un arpeggio e il liquame scuro si increspa, come un tracciato dell’elettrocardiogramma.



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