Racconti disumanizzanti

di Pietro Nuzzo - pagine 78 - Robin Edizioni

Si tratta di una raccolta di 10 racconti appartenenti al genere horror. Sono diversi gli aspetti che mi hanno colpita di questa antologia. Innanzitutto partiamo dall’originalità delle trame e dal modo in cui questo genere letterario viene sviluppato. L’autore ci presenta delle storie nelle quali l’orrore striscia pian piano nelle nostre quotidianità, quando crediamo di essere al sicuro nelle nostre case, dal dentista oppure in compagnia dei nostri amici. Il terrore è un crescendo che aumenta frase dopo frase, raggiungendo il culmine sul finale, spesso imprevedibile e, come già detto, piuttosto originale. Non c’è necessità di ricorrere a scene splatter o a eccessivi spargimenti di sangue, l’orrore è più sottile, direi, non per questo meno letale.

Altro aspetto rilevante di questa raccolta è lo stile narrativo dell’autore. I racconti sono brevi, essi nascono e si concludono nel giro di poche pagine, e sono scritti in una maniera asciutta, diretta ed essenziale. L’autore non si perde in troppi giri di parole, va dritto al punto senza divagare e aggiungere descrizioni o parole inutili, non funzionali alla storia. Al contempo riesce comunque a far sì che la lettura risulti accattivante e coinvolgente per chi legge. Ho trovato anche una certa coerenza tra i vari racconti, risultano ben amalgamati insieme e si succedono uno dietro l’altro come fotografie in bianco e nero di uno stesso album macabro, soprannaturale e a tratti onirico.

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PERVERSI... RITRATTI DI FAMIGLIA
Così scrive Paolo Di Orazio nella prefazione: i personaggi di Laura Marinelli sono grondanti pulsioni, sono bestiali anche se innocenti coi loro appetiti e umori più impopolari. Dietro quale porta, in una casa come tante, si nasconde la follia? Ritratti di famiglia contiene due storie drammatiche di depravazione e disperazione arricchite da 20 illustrazioni esplicite senza censura. Disponibile in ebook e cartaceo. V.M 18 anni!

La brevità dei racconti, inoltre, è ideale per chi non ha tanto tempo da dedicare alla lettura di un romanzo ma non vuole rinunciare al piacere di una storia, ritagliandosi un attimo di tempo per godersi una di queste pillole di incubo.
Bello, infine, anche il gioco di parole del titolo, in cui “Dis” è scritto in un colore differente proprio per evidenziare come il male e la follia riescano a togliere l’umanità agli esseri viventi.
[Sara Perotti]



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