Penny Apocalypse

di Luca Zaffini - pagine 451 - euro 7,90

L'ispettore Ettore Zema è costretto a lasciare Roma per investigare su uno strano delitto avvenuto nella città in cui ha lasciato la sua vecchia vita. Non immagina che questo è l'inizio di un orribile viaggio tra il suo lontano passato e un futuro catastrofico da evitare, in cui scienza e magia si intrecciano incredibilmente.
Quando ho letto le prime righe dell'incipit mi sono fermata un attimo e ho pensato "Bene così! Avanti tutta!" E non mi sono sbagliata.
Ma prima di parlare del romanzo in sé è doveroso sapere che questo autore scrive davvero bene. Ma sul serio. Mi sono persa tra le metafore e le similitudini adottate, spesso riferite a luci e colore, che hanno reso la lettura quasi multisensoriale.
In altri momenti alcune espressioni mi hanno fatto divertire molto. Ogni volta che dovevo chiudere il libro mi scocciava perché volevo fortemente sapere cosa stava succedendo tra quelle pagine. Sensazione amplificata dall'uso del tempo presente, poiché tutto sembra svolgersi in contemporanea con la vita reale, con la conseguenza di avere l'impressione di perdersi qualcosa.

Non ho trovato nulla di scontato: la storia parte come un thriller ma nello svilupparsi tocca e amalgama in modo stranamente spontaneo scienza, fantascienza e riti tribali.
È un romanzo che svela nozioni che molti probabilmente non conoscono (io per prima).
In alcuni tratti l'ho trovato un po' eccessivo e visionario, in altri la narrazione gira un po' su se stessa, ripetendo i medesimi concetti o introducendone altri fugaci, (specialmente nella seconda parte) ma in linea di massima un romanzo coerente, da consigliare per l'originalità.
Voto: 8

Incipit
- Con quella pannocchia ha seviziato la ragazza, e poi se l'è mangiata.
- La pannocchia?
- No.
Ettore Zema si sposta, liberando la visuale della sponda del fiume in autunno. Rami contorti minacciano un capanno di lamiera. Vi si avvicina, nel giubbotto di pelle macchiato dalle nubi plumbee e dalla vischiosa foschia che sale dalla melma. Il cielo color grafite crea un dipinto impressionista mescolandosi col sottobosco fangoso infestato da ortiche. Le foglie morte sono sangue sulla tela di un artista pazzo.

Gloria Contini, nasce nel 1983 e cresce in Emilia. Professione e passioni agli antipodi: insegnante di scuola primaria e amante del genere fantastico dalla sua forma narrata primeva a quella più moderna su celluloide.



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