Il parassita

di Alessandro Goffi - pagine 580 - euro 19,00 - Edikit

Quello che doveva essere un piacevole fine settimana trascorso all’aria aperta si rivela l’inizio di un terrore che sconvolgerà l’intera repubblica di Kaiu. Durante un’escursione sul monte Misōlb, John e Saturno risvegliano una creatura antica e malvagia, e dovranno trovare il modo di fermarla.

Il parassita” attinge in maniera intelligente all’immaginario lovecraftiano: i richiami all’orrore cosmico, a un culto dimenticato, ai testi e ai linguaggi antichi si fondono a un’ambientazione originale, con una lingua propria, una storia travagliata, una cultura e una religione descritte nel dettaglio. Tutto questo aggiunge profondità alla trama, la rende più interessante e complessa: si ha davvero l’impressione di vivere immersi in una cultura straniera, con tutte le conseguenze che questo comporta. I protagonisti devono affrontare un orrore che mette in pericolo non solo le loro vite, ma tutta la comunità in cui si sono trasferiti, con delle competenze del tutto insufficienti per affrontare ciò che hanno risvegliato.

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A volte il narratore diventa troppo invadente, e soprattutto nella parte finale c’è qualche refuso di troppo, ma nel complesso “Il parassita” è ottimo: gli appassionati di Lovecraft apprezzeranno i richiami all’opera del maestro di Providence, ma anche chi non conosce quest’autore potrà godersi un horror ben progettato e appassionante.
Voto: 9
[Sara Bondi]

Incipit
“È ora di svegliarsi, tesoro”.
La donna gli accarezzò i corti capelli ricci. Il ragazzo era disteso sul ventre, con la schiena illuminata dai raggi del sole pomeridiano, teneva il volto nascosto nell’incavo del braccio sinistro. Erano entrambi nudi, coperti fino ai fianchi da un lenzuolo di lino bianco. Il ragazzo aveva la pelle arrossata di chi ha cercato di abbronzarsi nonostante il colorito pallido. Piccolissime gocce di sudore brillavano sul suo corpo come rugiada.



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