Ombre dei vivi e dei morti

di Lucio Besana - pagine 82 - Zona 42

La casa editrice Zona 42 presenta la novella di Lucio Besana, intitolata Ombre dei vivi e dei morti. Autore di rilievo nel panorama della narrativa weird italiana, Besana ha già lasciato un segno indelebile con le Storie della Serie Cremisi (Edizioni Hypnos) e il romanzo co-scritto con Roberto De Feo, L’innocenza del Buio (Sperling & Kupfer). Il suo talento si estende anche al cinema, dove ha sceneggiato opere di successo come The Nest (2019) e A Classic Horror Story (Netflix, 2021). La sua passione per la scrittura si concretizza anche nell'insegnamento di sceneggiatura presso istituzioni prestigiose come la Scuola Holden, la Scuola Civica di Cinema “Luchino Visconti”, la Scuola del Fumetto e l’Accademia di animazione e game design e-artsup di Strasburgo.
Personalmente, ho particolarmente apprezzato le Storie della Serie Cremisi, un volume che, seppur influenzato da Ligotti (autore che Besana ammira, soprattutto per Teatro Grottesco), riesce a emanciparsi dalla mera emulazione ligottiana. Tuttavia, nell'opera scritta a quattro mani con Roberto De Feo, L’innocenza del Buio, emergeva a mio parere in maniera più marcata la mano di quest'ultimo.
Ombre dei vivi e dei morti, invece, si presenta come un'opera notevolmente diversa. In questa nuova narrazione, le leggende e le ombre della vallata influenzano in maniera oscura la vita degli abitanti, compreso il fratello del protagonista, che finirà per isolarsi, cadendo vittima di forze misteriose che si intrecciano con la trama della storia.

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OSCURE VARIANTI
Maniaco di remake e riscritture, Danilo Arona, autore di oltre 40 libri, smonta e reinterpreta 3 mostri sacri del fanta-horror: “La casa dalle finestre che ridono”, “Giro di vite” e “L'invasione degli ultracorpi”. Nasce così “Oscure varianti”, un imperdibile appuntamento con il Buio. Disponibile in ebook e cartaceo illustrato

La trama si sviluppa come una saga familiare, raccontata da uno degli ultimi discendenti della vallata, dove la scomparsa improvvisa o la morte senza spiegazioni sono all'ordine del giorno. L'ambientazione, una vallata isolata tra le maestose montagne, è popolata da una famiglia che si tramanda attraverso ben quattro generazioni. Lì, un impianto idroelettrico ha preso forma, diventando il metronomo che scandisce la vita degli abitanti.
La maestria di Besana si manifesta nell'abilità di non cadere nell'eccesso di violenza fine a sé stessa, bensì nell'armoniosa fusione tra l'orrore e una malinconia pervasiva. Emergono le inquietanti figure delle Ombre, entità conosciute da tutti gli abitanti della Valle. Prima dispensatrici di miracoli o sciagure, dopo la costruzione della centrale, si sono trasformate in entità ostili. Il lato oscuro del progresso tecnologico emerge con forza, rivelando ciò che è stato perduto, la nostalgia di un tempo che non è più nostro.
La nota finale al testo aggiunge un ulteriore strato di significato, svelando che Besana ha intervistato, tra il 2010 e il 2012, gli ultimi sopravvissuti delle generazioni di operai che hanno costruito gli impianti idroelettrici della Val Camonica. Le loro testimonianze, fondamentali per la comprensione del libro, sono un tributo agli eroi silenziosi di un'epoca passata. Il documentario collegato, disponibile su YouTube, offre ulteriori approfondimenti e consigliato visionamento.
In conclusione, Ombre dei vivi e dei morti si rivela un'opera che spicca nella produzione di Lucio Besana, una dimostrazione della sua versatilità e capacità di esplorare territori narrativi sempre nuovi e affascinanti.
Voto: 8
[Cesare Buttaboni]



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