Nodo spento

di Danilo Arona - pagine 144 - euro 9,00

I misteri della Veglia si manifestano per l'ultima volta; ma a presiederli non ci saranno più gli attempati membri del Circolo del Venerdì, bensì un'altra vecchia conoscenza dell'universo aroniano, cioè Morgan Perdinka. Anche se, forse, sarebbe meglio non sbilanciarsi: in fondo, sulla Schiena del Drago non esistono cose semplici e "definitive"; niente è scontato; nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si "racconta". Sulle Linee Sincroniche un vecchio rocker può perfino incontrare il suo doppio demoniaco, amoreggiare con i fantasmi e scoprire di sé cose inimmaginabili. In questo terzo capitolo della Dragon Trilogy, Danilo Arona raduna i frammenti apparentemente sparsi di ben tre sue creazioni immortali e li raduna in un quadro, come sempre, inatteso (dalla quarta di copertina).

Considero Danilo Arona un'istituzione. I suoi libri mi hanno accompagnato per quasi vent'anni iniziandomi, per così dire, al mondo dell'orrore nostrano. Prima di lui infatti ignoravo che esistessero scrittori horror italiani; oltre ai soliti noti stranieri ho scoperto una cultura horror italiana, fiorente, creativa e talentuosa.
Le opere di Arona si intrecciano tra loro, si autocitano, sono un mix di cronaca e finzione talmente riuscito da sembrare reale. Affascinanti ma molto molto complesse.
Con "Nodo spento" il Maestro alessandrino è riuscito a fare quello che sembrava impossibile ossia chiudere per sempre la sua "saga aroniana", svelare ogni mistero e rispondere a tutti gli interrogativi rimasti in sospeso per tanti anni.
Il risultato è breve ma stupefacente, un grande libro che da fan di Arona ho centellinato per farlo durare più a lungo.
Unico neo qualche refuso di troppo probabilmente dovuto alla produzione low cost di questo libro.
Il resto è leggenda.
Voto: 8
[Alessandro Balestra]

Incipit dalla prefazione di Fabio Larcher
Il cerchio, anzi il circolo, si chiude. La circonferenza formata da tre universi letterari aroniani trova, nelle pagine che state per leggere, la sua completezza, il suo termine, se proprio vogliamo dirlo la sua “fine”, per quanto le storie narrate nei libri possano mai dirsi “finite”.
Il “Grande Vecchio” dell’horror italiano (ma non confondiamo l’anagrafe con l’esistenza: Danilo non sarà mai vecchio, nè dal punto vista letterario nè dal punto di vista umano compie l’ennesimo prodigio alchemico e, in un sol colpo, nel modo che meno ti aspetti, risolve le “questioni” aperte da Rock, dai romanzi che compongono la Trilogia del Drago...



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