CodigHorror: fiera libro horror, 24/10

La maledizione della carne

di Andrea Alon - pagine 143 - euro 6,99 - Sanguanello Editore

La Maledizione della Carne è un libro onesto, nel senso che fin dalle prime battute fa comprendere al lettore il genere e il tono che ne caratterizzeranno le pagine: tra le citazioni d’apertura, a inquadrare il perimetro d’azione, ne troviamo una dello Chef Tony dei coltelli Miracle Blade, figura indelebile dalla memoria collettiva dei teledipendenti che si ripresenterà poi a metà romanzo con una comparsata quasi luciferina. Andrea Alon si è sicuramente divertito a scrivere questo romanzo horror che non si prende troppo sul serio, e la cosa traspare fin da subito. Il libro è da subito contraddistinto da una certa campiness, un modo di mettere subito in chiaro con il lettore che la realtà in cui si muovono i personaggi è un filo più grottesca ed eccessiva di quella in cui abitiamo noi: la protagonista, Amanda, è sposata con un macellaio che fa di cognome Squarcin (nomen omen) in un posto chiamato Mortigna, location ricorrente nelle opere di Alon.

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HALLOWEEN FOREVER

Halloween ha ancora tanto da raccontare. Leggi l'antologia Halloween Forever che raccoglie il meglio del Premio Scheletri 2026: 18 racconti di puro orrore, tra cui quello del maestro Danilo Arona, ispirato al classico dei classici di Halloween, al Film, quello con la F maiuscola da guardare assolutamente il 31 ottobre. Disponibile in ebook e cartaceo entrambi illustrati.

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OMICIDIO SULLE DOLOMITI

La comunità di un piccolo borgo di montagna viene sconvolta dal brutale omicidio di una donna. Giacomo Stani, il figlio tredicenne del maresciallo, ottiene il permesso di seguire il padre nelle indagini, entrando così in un mondo fatto di segreti rurali e tradimenti. Chi sarà il colpevole? Decimo Tagliapietra si cimenta con il giallo con l’avvincente “Luce di notte”, racconto finalista al Gran Giallo di Cattolica 2021. Disponibile in ebook e cartaceo entrambi illustrati.

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TORINO DEMONIACA

Torino galleggia sulle acque nere della superstizione e della magia. Sulle rive del Po sono adagiati cadaveri di frati impenitenti, satanisti sacrileghi e profeti di sventure. Elsa e Damiano, i giornalisti coinvolti nel delirio collettivo, si trovano a dover combattere contro le legioni di Satana. La città è dilaniata dalla follia primigenia scatenata dagli angeli decaduti. All'Inferno solo il Diavolo potrà salvarti. Disponibile in ebook e cartaceo entrambi illustrati.

Quando significato e significante collimano in questo modo, quando cioè si configura una situazione quasi da Paperopoli o da Topolinia, è chiaro che non dobbiamo aspettarci una gravitas eccessiva. C’è dunque una vena grottesca che scorre lungo le pagine, quasi parodistica a tratti pur senza inficiare la componente viscerale (è il caso di dirlo): non è necessariamente un male, basta saperlo.
L’incipit è semplice, anche se non banale: una cittadina di provincia, una moglie frustrata, una via di fuga da un matrimonio soffocante, un tentativo maldestro di furto. Poi, sbrigate le formalità, arriva un delirio febbrile di oltre cento pagine, con il romanzo che cambia marcia e si trasforma in un on the road allucinato. Alon costruisce la seconda e ben più corposa parte su una struttura a spirale: situazioni che si ripetono con minime variazioni, volti che ritornano sotto altri nomi e altre pelli, sogni che si incastrano dentro altri sogni fino a perdere il confine con la veglia. È un loop deliberato, e funziona: la sensazione di trappola che opprime la protagonista diventa la stessa che prova chi legge. Il rischio, in un'operazione del genere, è la stanchezza da ripetizione, e qualche capitolo centrale in effetti la sfiora, ma l'autore tiene il timone abbastanza saldo da non arenarsi del tutto.

Alcuni scivoloni grammaticali, che si possono imputare con una certa indulgenza al punto di vista della protagonista e non a quello dell’autore (nell’arco di due pagine leggiamo lo schiaffo al congiuntivo rappresentato da “come è possibile che ho aperto” e rileviamo l’uso di “mancargli” riferito a una ragazza), uniti a una certa sfiducia nel lettore cui vengono spesso dichiarati apertamente elementi che sarebbero potuti rimanere nel sottotesto, fanno a volte storcere un po’ il naso, senza però compromettere la lettura, che resta scorrevole e trascinante grazie al ritmo serrato e alla voce in prima persona, sarcastica e disincantata, della protagonista. È proprio quella voce a salvare il libro nei suoi momenti più rischiosi: Amanda commenta l'orrore con ironia da final girl moderna (ma è davvero così?), e tiene insieme registri che altrimenti si sfilaccerebbero.
Sotto la patina splatter e le battute, La Maledizione della Carne nasconde a ogni modo un nucleo più malinconico di quanto la confezione lasci intendere, una riflessione sul senso di colpa e su cosa significhi trovare uno scopo quando ormai parrebbe tardi per cambiare rotta. Non è un capolavoro, e non pretende di esserlo: è un horror sornione che si lascia divorare in fretta e lascia, dopo l'ultima pagina, un retrogusto più amaro del previsto.
Voto: 7
[Arturo Caissut]

Incipit
Se devo passare il resto delle mie giornate tra i morti, tocca a me portare un po’ di vita.



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