L'incubatrice

di Paolo Di Orazio - pagine 103 - euro 1,49 - ebook

Clinica materna Curriel, Ratzeburg, Germania Ovest. Nina è ricoverata per partorire: forse sta sognando, forse è tutto vero. Tra sprazzi di realtà, sogni, incubi, allucinazioni, lungo il folle binario della Sindrome di Herrg, Nina vive diverse realtà parallele, mentre le si fa sempre più vicino l'oscuro mondo del sotterraneo della clinica, dove pulsano nidi surreali e strisciano creature che violano ogni umana concezione. Una metafora splatter e incubica del travaglio, della nuova nascita, della morte di se stessi che arriva a definire l'eretico paradigma del Feto Zero, del Figlio Zero, di un abominevole allevamento (Amazon).

Mai una cosa naturale come la gravidanza è stata così spaventosa e disturbante. "L'incubatrice" è un incubo senza fine dove la realtà si confonde con l'orrore più estremo. Ciò che diamo per scontato qui viene stravolto e devastato. Paolo Di Orazio dirige magistralmente questa sinfonia di sangue e frattaglie. Bello, estremo ma solo per stomaci forti. 
Voto: 7,5
[Alessandro Balestra]

Incipit
All'improvviso, si manifestarano le doglie.
La prima avvisaglia arrivò a mezzogiorno, nell'ora più calma dell'inverno.
Nina si trovava in casa da sola; Johann, il marito, in giro a far compere. Venerdì 5 febbraio 1989, il centottantaduesimo giorno della sua prima gestazione.
Le onde generate dalle contrazioni uterine si fecero sempre più impetuose, come un sisma nella carne; segnali noti soltanto alla sua coscienza.



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