La festa del raccolto

di Thomas Tryon - pagine 462 - Club degli Editori

Ned Constantine, un pubblicitario newyorkese, si è sottratto alla massacrante futilità della corsa al successo rifugiandosi in un paesino del New England. Fino a quel momento la sua vita scorreva placida e un po' astratta in un mondo che sembrava uscito per sortilegio da un album sul primo ottocento americano. A contatto con la gente del luogo, legata alla terra da un cordone ombelicale millenario, Ned scopriva valori antichi e imparava a capire pregiudizi e superstizioni ancora più antichi. Accettava e, soprattutto, veniva accettato.
Poi, d'un tratto, qualcosa cambia: un quid impalpabile, elusivo come un gioco di specchi. Intorno a lui si fa un silenzio opaco, senza echi. La realtà quotidiana si accende lentamente di luci spettrali. Nessuno gli sembra più quello che dice di essere (Goodreads).

Anticipando di qualche anno "I figli del grano" di Stephen King, Thomas Tryon ha scritto questo "gotico rurale" assai interessante dove la buona scrittura si sposa alla perfezione con l'atmosfera rustica e ancestrale di un piccolo villaggio del New England.
Intrigante sì ma anche controverso. "La festa del raccolto" infatti è un romanzo con tempi narrativi molto lenti che possono mettere a dura prova i lettori meno caparbi. Senza entrare nei dettagli consiglio comunque di non mollare, di avere fiducia: ogni particolare, anche il più insignificante, è essenziale nel contesto generale della storia. Non sarete delusi.
E forse è proprio questo il punto di forza del libro: un crescendo di tensione pigro ma inesorabile.
Voto: 7,5

Incipit
Mi destai quel mattino, al canto di un uccello. Era soltanto l'uccelletto giallo che vive sul carrubo davanti alla finestra della nostra camera da letto, e avrei voluto torcergli il collo, perchè mancava ancora qualche minuto alle sei e mi doleva il capo dopo le bevute. Questo nella tarda estate, prima che finisse la mietitura, prima che l'uccelletto abbandonasse il nido per l'inverno.

Alessandro Balestra, classe 75 e fondatore di Scheletri.com, fin da piccolo scopre la sua passione, quasi morbosa, per l'horror e il fantastico. Libri e film dell'orrore diventano il suo pane quotidiano, tra i tanti autori che legge, il suo preferito è senza dubbio Lovecraft. Durante questi anni si è cimentato in ogni genere di espressione artistica: ha scritto racconti e poesie, ha cantato in un gruppo rock, composto canzoni, fotografato e dipinto.
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