Favola di New York

di Victor LaValle - pagine 510 - euro 19,00 - Fazi

C’era una volta un uomo di nome Apollo... ma, aspettate, la storia inizia ben prima di lui, inizia con l’incontro tra i suoi genitori, o forse prima ancora... inizia con lo sbocciare di un amore, che poi diventa una relazione di coppia; poi nasce un bambino, Apollo, e poi questo bambino cresce e si apre la propria strada nel mondo. Apollo scopre la passione per i libri e il commercio e diventa un uomo solitario, con pochissimi amici. Ma quando incontra Emma scopre che quella vita di solitudine non gli basta più. Con Emma la storia sembra ripetersi: l’incontro, l’amore, un figlio in arrivo… Apollo è felice di diventare padre e si approccia a questo nuovo ruolo con entusiasmo ed energia, ma anche con tutti i dubbi di ogni genitore alla prima esperienza. Con la nascita del bambino, però, sembra aprirsi una crepa nel mondo perfetto di Emma e Apollo, una crepa che piano piano si allarga fino a mostrare l’abisso. Apollo riuscirà a tappare quella fessura, prima che la voragine inghiotta la sua famiglia? Oppure deciderà passarci attraverso e di guardare l’ombra, consapevole del fatto che sarà l’ombra stessa a guardare dentro di lui?

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CHI HA PAURA DEI CAPELLI?
Agnese soffre di tricofobia, la paura irrazionale di capelli e peli. La sua vita viene sconvolta da una serie di avvenimenti, disgustosi e macabri, che la conducono in un vortice di paranoia e delirio. Scopri Tricofobia, l'innovativo horror scritto da Ramsis D. Bentivoglio. Disponibile in ebook e cartaceo entrambi arricchiti con 25 illustrazioni.

Ho letto questo libro incuriosita dalla recensione di un amico (grazie, Simone, sei sempre una garanzia!) e ne sono rimasta incantata. La storia mi ha catturata sin dalle prime pagine, con quello stile da letteratura americana buona che amo e mi fa sentire nella mia comfort zone. C’era quel pizzico di ironia che apprezzo sempre in un libro e poi il brivido dell’attesa del colpo di scena, la curiosità di scoprire cosa si nascondesse dietro a questa storia d’amore, una favola tutto sommato ordinaria, in cui però spuntavano segnali di qualcosa in agguato dietro le quinte.
L’autore tiene sulle spine un bel po’: l’irruzione del soprannaturale arriva a circa metà libro, ma trapela, colando denso dalle fessure, sin dalle prime pagine e ti lascia lì, col fiato sospeso e un’inquietudine dentro che non sai bene spiegare.
I capitoli brevi trascinano lungo la storia, col vorace desiderio (e la paura) di scoprire l’orrore dietro l’angolo. L’ho divorato in due giorni, ma sarebbe più corretto dire che è il libro ad avere divorato me, dato che non riuscivo a staccarmi, leggendo fino a notte inoltrata, con il fiato corto e lo stomaco contratto.
Ho amato tutto: lo stile, asciutto, ironico, preciso; i richiami al mondo della fiaba e ai classici della letteratura per l’infanzia; l’occhio puntato sul presente, sul magico mondo di internet, sulla difficoltà a vivere le relazioni, su quanto sia complicato essere genitori (e in particolare padri) oggi.
Un romanzo splendido, costruito con attenzione ai dettagli e senza superficiali banalizzazioni o semplificazioni, senza cercare scorciatoie. Sono rimasta col fiato sospeso, nel timore che il finale potesse deludermi, con un inciampo o una caduta di stile: non è successo. “Favola di New York” (per una volta apprezzo anche la scelta del titolo, totalmente diverso dall’originale) è una grande prova di letteratura: cattura e intrattiene, fa riflettere sul presente e su quanto del nostro presente derivi da molto lontano, da tradizioni millenarie, da concezioni del mondo ataviche, da vissuti e storie personali e familiari. Una fiaba nerissima - come tutte le migliori fiabe – che rivela l’orrore nascosto nella quotidianità e smaschera il vuoto dietro al “vissero felici e contenti”.
Andate SUBITO in libreria!!!
Voto: 10
[Blackstar]

Incipit
Questa storia comincia a New York nel 1968, durante uno sciopero della nettezza urbana. Nel febbraio di quell’anno i netturbini si rifiutarono di raccogliere la spazzatura per ben otto giorni di fila. I marciapiedi erano ingombri di centomila tonnellate di immondizia che invadevano anche la strada. La mattina i ratti facevano jogging insieme alla gente; i fumi della spazzatura incendiata arroventavano l’aria. I cinque boroughs erano dati per spacciati. Eppure l’aria doveva per forza essere pervasa anche da una certa folle magia se Lillian e Brian si incontrarono proprio in quella settimana di sciopero. Venivano entrambi da paesi remoti e si erano ritrovati nel Queens. Nessuno dei due immaginava che innamorarsi avrebbe scatenato un tale scompiglio.



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