L'estate che sciolse ogni cosa

di Tiffany McDaniel - pagine 379 - euro 17,00 - Atlantide

È l'estate del 1984 e Fielding ha tredici anni, quando nella tranquilla cittadina di Breathed, Ohio, arrivano contemporaneamente (sarà un caso?) un'ondata di caldo torrido e il diavolo in persona. Ma il diavolo non ha l'aspetto che tutti si immaginavano, non è un mostro con corna, coda, forcone e odore il zolfo: il diavolo è un ragazzino nero, che dice di chiamarsi Sal. Mentre la famiglia di Fielding accetta di ospitare Sal finchè non si farà luce sulla sua vera storia, in città iniziano ad accadere cose strane, come se una forza demoniaca avesse iniziato a solleticare gli abitanti e a influenzare i loro comportamenti. Il dubbio si insinua nelle case: Sal è davvero il diavolo, come sostengono alcuni, oppure è solo un ragazzino in fuga, costretto a crescere troppo in fretta? Mentre il caldo si fa sempre più intenso e insopportabile, gli eventi precipitano, trascinando con sè le vite degli abitanti di Breathed e costringendoli a chiedersi, alla fine, quale sia il vero volto del Male.

Questo libro mi ha praticamente trascinata, dopo pochissime pagine di ambientamento, dentro a un pozzo nero, di cui non sono riuscita a scorgere la fine. Pagina dopo pagina, mi sono ritrovata irrimediabilmente avvolta nel caldo torrido di quell'estate del 1984, in una sperduta cittadina del profondo Ohio, a chiedermi anch'io se quel ragazzino nero fosse davvero il diavolo oppure no.
Il Male sembra avere sempre bisogno di qualche personificazione, di qualcuno che presti il suo volto e la sua voce per renderlo reale, e ce lo immaginiamo così, con un ghigno tremendo sulla faccia, intento a escogitare qualcosa di terribile e indicibile. Ma qui il diavolo si presenta come un ragazzino dalla saggezza antica, che mette in crisi le certezze di tutti - anche del lettore - su quello che ci hanno insegnato a riconoscere come "Dio" e sul vero volto dell'inferno.
Questa è la storia di come il male abbia così tanti volti da essere a volte impossibile da individuare. E mostra quanto male e quanto bene siano dentro a ogni essere umano, a volte così impastati l'uno nell'altro da essere impossibile estirpare il male senza uccidere anche il bene. E forse a volte basta una scusa che ci ripetiamo in testa, un capro espiatorio che appare sulla scena al momento giusto, per liberare quella forza malvagia che esiste in ogni essere umano e permetterle di tradursi in comportamenti che, all'improvviso, trovano una giustificazione.
È un racconto, lucido, doloroso, straziante.

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Chi è Vezkeí? E' solo un dimenticato idolo sannita? Scritto da Miriam Palombi, apprezzata autrice di storie dell'orrore, Il Varco è un horror superbo che mescola alla perfezione folklore e storia, orrori antichi e moderni, il tutto ambientato in un'Italia misteriosa e poco conosciuta ma non meno spaventosa. Disponibile in ebook e cartaceo illustrato al super prezzo di 4.90 €

Il retro di copertina lo chiama "romanzo gotico di formazione" e non trovo definizione migliore. Un ragazzo che diventa uomo, attraversando tutta una serie di terribili prove che lo fanno crescere, in un'estate sola, anche se il significato di ciò che ha vissuto gli sarà chiaro solo molti anni dopo (ma non funziona sempre così? Non è forse vero che l'innocenza si perde tutta d'un colpo e poi è impossibile riacquistarla? Non è forse vero che ci vuole tutta una vita per raccogliere i cocci della nostra infanzia spezzata?).
Un libro in cui c'è pochissima redenzione, quasi nulla, forse proprio perchè il Male non può mai essere cancellato del tutto, o forse perchè l'autrice, superlativa, evita il più facile lieto fine che metterebbe a posto la coscienza di tutti, fermando però ogni tipo di riflessione.
Ho letto gli ultimi due capitoli con una mano premuta sulla bocca, il respiro corto e il cuore spezzato. Poi ho pianto come una bambina con il libro stretto al petto.
Qui l'orrore non è un espediente stilistico o un'atmosfera come un'altra, non è un bagno di sangue spalmato su una storia qualsiasi, non è un esercizio di scrittura: è semplicemente l'unico modo che esiste per raccontare quello che si vuole raccontare. Una storia scritta nel sangue, vera come solo i grandi romanzi sanno essere.
Un capolavoro. Punto.
Voto: 10 e lode
[Blackstar]

Incipit
Il caldo arrivò insieme al diavolo. Era l'estate del 1984 e il diavolo era stato invitato. Quel caldo torrido, no. C'era da aspettarselo che arrivassero insieme. Dopo tutto, il caldo non è forse il volto del diavolo? E a chi mai è capitato di uscire di casa senza portarselo dietro?
Era un caldo che non scioglieva soltanto le cose tangibili, come i cubetti di ghiaccio, il cioccolato, i gelati. Ma anche l'intangibile. La paura, la fede, l'ira, e ogni collaudato modello di buon senso. Scioglieva l'esistenza della gente, gettandone il futuro in cima al mucchio di terra sulla pala del becchino.
Avevo tredici anni quando è successo tutto. Un'età che mi vide sopraffatto e trasfigurato dalla vita come mai prima di allora. È passato molto tempo dai miei tredici anni. Se fossi uno che festeggia ancora il proprio compleanno, ci sarebbero ottantaquattro tremolanti candeline accese sulla mia torta, su questa vita e sul suo genio terrificante, la sua inevitabile tragedia, la sua estate di bocche spalancate ad addentare quel piccolo universo cui avevamo dato il nome di Breathed, Ohio.



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