I diari della famiglia Dracula

di Jeanne Kalogridis - pagine 599 - euro 6,95 - Newton Compton

Questa trilogia (Il patto con il vampiro, I figli del vampiro, Il signore dei vampiri) scritta in forma di diario, pone l'inquietante figura di Dracula al centro di un puzzle particolarmente intricato. Partendo cinquant'anni prima dell'inizio del romanzo di Stoker, "Il patto con il Vampiro" svela infatti l'esistenza di un antico e segreto accordo nella famiglia Dracula. Arkady, pronipote del principe Vlad Tsepesh, meglio conosciuto come Dracula, vive nell'incubo di una terribile minaccia, costretto a procurare sempre nuove vittime al suo adorato prozio per salvare la vita alle persone amate. Coinvolto in un abisso di morte e di sangue, Arkady oserà ribellarsi al suo tragico destino e sfidare Dracula, per il bene della sua famiglia (Amazon).

Ho faticato non poco a terminare questa trilogia non tanto per la qualità della scrittura, nulla da dire su questo, e nemmeno per l'idea di base della trama: è sicuramente affascinante conoscere i segreti di Dracula e dei suoi eredi inoltre la precisione con cui l'autrice descrive elementi storici e ambientazioni rafforzano la trama.
La fatica è derivata dalla mancanza di guizzi narrativi, manca il fattore sorpresa, il più delle volte si intuisce quello che succederà ma soprattutto manca il terrore e il mistero. L'ultimo libro della trilogia è praticamente una fotocopia del Dracula di Stoker.
I vampiri della Kalogridis piangono, amano, fanno sesso, si profumano, provano compassione; quando si umanizza un mostro il mostro smette di spaventare.
Per lo stesso motivo ho detestato di vampiri di Anne Rice.
Insomma non è così che dovrebbe essere un libro dell’orrore. Almeno così la penso io.
Le atmosfere gotiche del Dracula di Stoker sono mille volte più potenti.
Voto: 5
[Alessandro Balestra]

Incipit
Il diario di Arkady Tsepesh
5 aprile 1845. Mio padre è morto.
Mary sta dormendo da ore nel vecchio letto con le rotelle che mio fratello Stefan ed io dividevamo da bambini. Poverina, è talmente esausta, che il chiarore della candela non la distruba. Come è assurdo vederla giacere lì, accanto al piccolo fantasma di Stefan, circondata dagli oggetti della mia infanzia, all'interno di queste alte mura di pietra che si sgretolano, con i loro corridoi animati dai bisbigli delle ombre degli antenati.



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