Creepy Tales

di Miriam Palombi - pagine 150 - euro 16,00 - Watson edizioni

Benjamin è un orfano. Affidato agli zii dopo la morte dei genitori, viene successivamente inviato all’orfanotrofio St. Grace and Mercy, un luogo cupo e poco rassicurante dove aleggiano misteri e creature inquietanti che lo spingono ben presto ad indagare per scoprire cosa si nasconda oltre quelle mura, con l’aiuto di un curioso antiquario conosciuto al villaggio, Archibald Morgestein.
In Creepy Tales, l’autrice Miriam Palombi ha saputo creare delle belle atmosfere gotiche, immagini evocative ed oscure che delineano un mondo bizzarro e tenebroso, come quelli di certe pellicole horror del passato, con una scrittura evocativa, anche se a volte un po’ ridondante, forse per adattarsi meglio agli stilemi del genere gotico. Bello anche il gioco di rimandi al cinema e alla letteratura dell’orrore affidata ai nomi dei personaggi (da Murnau, l’inserviente malevolo e sinistro, allo stesso protagonista Benjamin che di cognome fa Winterbottom, che sembra fare un po’ eco al singolare ed omonimo Button di Fitzgerald, al rimando ai bambini speciali ospiti dell’orfanotrofio, o al fare frankensteinesco col quale il nostro protagonista ridà la vita al suo piccolo amico Tammy, solo per citarne alcuni). Questa fiaba nera, ricca di buoni i presupposti, e seppur piacevole nella lettura, non mi ha però tenuta incollata alle sue pagine come credevo.

Definirei Creepy Tales più un racconto lungo che un romanzo, non solo per la sua brevità, ma soprattutto per quello che è piuttosto solo l’accenno a personaggi e situazioni, troppo abbozzate, troppo veloci, che non riescono dunque a sviluppare a pieno le potenzialità di una storia avvincente. Nonostante ciò, Creepy Tales rimane un libro piacevole, grazie anche alla penna dalle buone potenzialità dell’autrice e alle belle atmosfere in esso descritte.
Voto: 7-

Incipit
Benjamin Winterbottom era convinto che non ci fosse nulla di più osceno e maligno del St. Grace and Mercy.
L'orfanotrofio si ergva come un gufo appollaiato sulla sommità della collina. Rapace, pronto a dispiegare le ali nell'attesa di ghermire piccoli topi.

Carmen Cirigliano vive e insegna italiano e storia in provincia di Matera. Fondatrice dell’associazione culturale Laboratorio Inchiostro Nero, volta alla promozione della cultura di genere horror, fantastica e thriller-noir, collabora a svariati progetti che ruotano intorno all’arte e alla scrittura nera. Ha pubblicato Ombre, raccolta di racconti horror e La Notte del B®uco, romanzo thriller, entrambi scritti a quattro mani col suo compagno. Regista di spettacoli di teatro sperimentale e cinema ha diretto diversi cortometraggi tra i quali “Il segreto di Kaspar Kohl” e “Tesqua”, tratti dai suoi racconti. Nel tempo libero si diletta di illustrazione e costruzione di pupazzi e burattini.



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