Congo

di Michael Crichton - pagine 367 - euro 9,90 - Garzanti

Congo” è un romanzo che si sviluppa attraverso una trama alquanto ibrida; la vicenda segue infatti una contestualizzazione in bilico fra l’horror e l’avventura, completamente permeata dalle atmosfere umide, esotiche, pericolose di una terra tanto famosa quanto dimenticata: il Congo.
Nella storia aleggia continuamente il mistero, tanto giallo quanto drammatico, dietro a un massacro compiuto da esseri sconosciuti; alla luce di questo, un gruppo di coraggiosi scienziati parte in un disperato esodo verso la scoperta di qualcosa di un’incedibile verità.
Quindi, oltre alla dimensione horror, accostata a quella dell’avventura, si possono reperire anche spruzzi di fantascienza e di storia: apprendimento animale, leggende salomoniche, basi operative tecnologiche e fenomeni vulcanici mastodontici sono soltanto alcuni degli elementi che, lungo la narrazione, emergono.

L’insieme di generi letterari permette ai protagonisti di raggiungere un traguardo significativo, riuscendo a comunicare, attraverso l’intelligenza, con la terrificante minaccia misteriosa, la cui identità colpisce sul finale il lettore come un grottesco pugno nello stomaco: una nuova razza di gorilla grigi che, come eminenze del medesimo colore, riuscendo a parlare coi protagonisti si arrestano all’ultimo dal compiere lo stesso massacro di uomini realizzato all’inizio della storia.
“Congo” è dunque un romanzo che coniuga con coerenza vari stili letterari e che incarna nel lettore il cosiddetto ‘orrore lovecraftiano’ nonostante l’autore, lo stesso di Jurassic Park, ha partorito dalla mente una storia legata a un’avventura: a tratti malsana, a tratti interrogativa, ma pur sempre un’avventura.
Voto: 7

Incipit
Spuntò l’alba sulla foresta pluviale del Congo.
Il sole pallido bruciò il freddo del mattino e l’umida nebbiolina appiccicosa, rivelando un gigantesco mondo silenzioso. [...] Ma l’impressione di base era quella di un vasto, smisurato mondo grigio-verde, di un luogo estraneo e inospitale.

Antonio Pilato (Ravenna, 11 Marzo 1990) è uno psicopedagogista e uno scrittore italiano.
Fin da bambino si appassiona alla letteratura dell’orrore, leggendo in casa e a scuola i romanzi brevi della serie Piccoli brividi di R. L. Stine.
Terminati gli studi liceali, s’iscrive all’Università di Bologna, laureandosi in Scienze del Comportamento e delle Relazioni Sociali nel 2013, e in Psicologia delle Organizzazioni e dei Servizi nel 2015. Nel frattempo, inizia a conoscere più da vicino la prosa di S. King, leggendo diversi romanzi e alcune raccolte di racconti.
Dal 2016 la sua visione della letteratura si allarga ad altri autori, primi fra tutti H. P. Lovecraft e T. Ligotti, i quali influenzeranno non poco i suoi pensieri e il suo immaginario, portandolo a laurearsi una terza volta nel 2018, questa volta in Pedagogia, e a dedicare la sua tesi di laurea proprio al tema dell’infanzia insita nei contesti della letteratura dell’orrore.
Dal 2018 inizia a scrivere, preso da una forte ispirazione innata e arcana, una serie di racconti di genere weird che traggono ispirazione, oltre che dai suddetti scrittori, anche dalla penna di molti altri autori, come E. A. Poe, A. Christie, C. A. Smith, R. W. Chambers, E. S. Gardner e H. Murakami.
Nel 2020 pubblica la sua prima raccolta di racconti, intitolata “Incubi grotteschi di esiliati sognatori”.



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