Catena alimentare

di Stefano Tevini - pagine 174 - euro 12,00 - Plesio Editore

La narrazione di Stefano Tevini parte in un “media res” rocambolesco: ci viene presentata una struttura di società che punta i fari sul super uomo; un individuo che ha raggiunto l’apice del proprio percorso e ispira gli altri, li tiene sul filo del rasoio con le sue azioni spettacolari, li intrattiene.
Non abbiamo però il tempo di soffermarci sul fulgido esempio (seppur messo in crisi dall’irruzione dell’inaspettato/realtà) perché il focus del racconto si sposta sul “normalissimo” Gootchi, alle prese con un lavoro non gratificante, un capo squalificante, un amore non corrisposto e una più generale sensazione di disagio.
Compito dell’autore è guidarci con straordinaria abilità nel mare torbido che sono le emozioni, le ambizioni, gli umori del protagonista.
È giunto il momento di scalare la piramide gerarchica, far emergere le proprie capacità, mettersi alla prova e tirare fuori lo spirito combattivo per guadagnarsi con il sudore della fronte le meritate soddisfazioni.
Con l’aiuto del mental coach Gooro, il nostro uomo medio può elevarsi, raggiungere gli obiettivi prefissati, assaporare il gusto pieno della vita, il successo e poi... non fermarsi più!
Mentre Gootchi erge la propria autostima al di sopra di tutto e tutti, man mano che lo seguiamo nel processo di elaborazione, rinascita e continua evoluzione, ci viene presentato con il contagocce il più diffuso decadimento e abbandono degli strati più bassi della società.
Di base c’è lo scarto dell’umanità che per demeriti (o sfortune) si ritrova (o è nato) nel punto più basso della società. Fondamenta derelitte che fanno da contorno appena tratteggiato alle vicende narrate. Non hanno peso, consistenza, importanza, sono vuoti involucri.
Sopra di esse brulica un mondo di mediocrità che anela solo non pensare al vuoto che ha sotto i piedi. Consumatori perfetti di prodotti di intrattenimento, capaci di svuotare la mente e far dimenticare lo status quo pressoché inesistente.


Sopra ancora una élite - via via più rada - che non si cura degli ultimi e sfrutta la massa adorate da cui trae profitto e adorazione.
La piramide è servita, la catena alimentare è ben rappresentata ma siamo sicuri che ciò che viene posto in cima sia il meglio?!
Nella salita (discesa) vediamo Gootchi spogliarsi della mediocrità (umanità), elevarsi a superuomo (mostro), spargere fascino (terrore) e anche quando viene posto di fronte alla stortura del sistema che lui stesso ha alimentato e sfruttato non riusciamo più ad attribuirgli dei connotati definiti; possiamo ancora empatizzare con lui o ne siamo totalmente repulsi?
Ma bisogna porre un’attenzione particolare ad un aspetto di questa catena alimentare che ci insegna l’aspetto più importante e meno conosciuto dei legami che contiene: sempre dovrà esserci un predatore in cima per non incorrere in una cascata trofica che ne comprometta la stabilità; caduto il predatore alfa ne dovrà emergere immediatamente un altro.
Voto: 8
[Simone Gentile]

Incipit
“I soldi? Credete che io lo faccia per i soldi? Secondo voi c’è ancora qualcosa che non mi posso comprare? No, non è questo il punto. Il fatto è che io lo faccio per voi, perché siete voi ad averne bisogno. Ogni mattina, con le palle girate e gli occhi ancora pesanti di sonno, vi tappate nel traffico per andare a fare un lavoro di merda per pagarvi le rate dell’auto che userete per trascinarvi al vostro lavoro di merda fino a che avrete fiato in corpo. Ecco, in quel momento avete bisogno di guardare fuori dal finestrino e vedermi mentre mi lancio dal mio elicottero, sulle vostre teste. Per voi è necessario.”



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