Trofeo

di Emanuela Cocco - pagine 88 - Zona 42

Attraverso le nebbie oscure dell'immaginazione, la narrativa horror italiana si innalza a vette inesplorate con il romanzo "Trofeo" di Emanuela Cocco (uscito nella collana Nodi di Zona 42), un racconto oscuramente avvolto nelle magie del feticismo. L'autrice ci avvolge in un labirinto onirico, tessendo la storia non dalla prospettiva tradizionale, bensì dall'occhio visionario dei feticci accumulati da un assassino seriale. Questi trofei, simboli inquietanti quali fermagli, ciocche di capelli, collane e anelli, non sono semplicemente spettatori silenziosi degli orrori perpetrati, ma piuttosto custodi dell'antica memoria delle anime da cui sono stati sottratti.
Attraverso un flusso di parole avvolgenti e sperimentali, Emanuela Cocco ci guida in un viaggio affascinante e inquietante nei recessi più oscuri della psiche dell'assassino e, allo stesso tempo, nei meandri dell'eros deviato. La sua prosa non è solo un racconto degli oggetti stessi, ma una rivelazione delle intricazioni delle relazioni tra carnefice e vittime, una danza sinistra tra il morboso desiderio e l'oggetto amato.

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OSCURE VARIANTI
Maniaco di remake e riscritture, Danilo Arona, autore di oltre 40 libri, smonta e reinterpreta 3 mostri sacri del fanta-horror: “La casa dalle finestre che ridono”, “Giro di vite” e “L'invasione degli ultracorpi”. Nasce così “Oscure varianti”, un imperdibile appuntamento con il Buio. Disponibile in ebook e cartaceo illustrato

Il rituale macabro, che si svolge in una dimora intrisa di terrore, diventa un palcoscenico per una danza sinistra tra l'ossessione del criminale e la persistenza dei trofei. Con coraggio, Emanuela Cocco sfida i confini della narrativa horror, sondando le profondità della psicologia deviante e dei desideri contorti attraverso gli occhi del malvagio. La sua scrittura coinvolgente cattura le scene di sangue, passione e violenza con uno stile che respinge e affascina, immergendo il lettore in un turbine di emozioni deliranti, contrastanti e perturbanti.
In conclusione, "Trofeo" non solo attesta l'abilità di Emanuela Cocco, ma si distingue per l'arditezza nell'affrontare il tema del feticismo come elemento centrale della narrazione. L'opera offre un'esperienza di lettura coinvolgente e spaventosamente memorabile, in cui i trofei non sono semplici oggetti inanimati, bensì le voci sussurrate delle anime smarrite in un intricato mondo di desiderio e oscurità. "Trofeo" sfida con coraggio le aspettative, immergendosi senza timore nell'oscurità della psiche umana attraverso gli occhi e gli oggetti del male e del piacere.
Voto: 7
[Cesare Buttaboni]



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