L'orca assassina

Titolo originale: Orca
Regia: Michael Anderson
Cast: Richard Harris, Charlotte Rampling, Will Sampson, Bo Derek, Keenan Wynn, Robert Carradine, Peter Hooten, Scott Walker
Soggetto: Luciano Vincenzoni, Sergio Donati, Robert Towne e Arthur Herzog (romanzo)
Sceneggiatura: Luciano Vincenzoni, Sergio Donati e Robert Towne
Effetti speciali: Alex Weldon
Musiche: Ennio Morricone
Scenografia: Mario Garbuglia
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Italia
Anno: 1977
Durata: 92 minuti

Trama

Il pescatore irlandese Nolan è a caccia di grossi cetacei da vendere ai gestori di parchi acquatici. Trovandosi nei pressi di un piccolo villaggio di pescatori - sulla costa canadese - Nolan e il suo equipaggio cercano di catturare due bellissime orche, ma per sbaglio uccidono la femmina della coppia, che tra l’altro è incinta e nell’issarla sulla barca si schianta sul ponte il piccolo feto. Il maschio assiste impotente alla tragedia, poi disperato s’immerge negli abissi.
Nei giorni seguenti l’orca sopravvissuta prende di mira il villaggio sabotando le attività di pesca e provocando paura e terrore tra gli abitanti. A questo punto, snervato per la situazione e pressato dalla comunità dei pescatori, a Nolan non resta altro che scendere in mare per lo scontro finale. Gli uomini dell’equipaggio cadono uno ad uno, è la resa dei conti.

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Recensione

Rispetto al grande successo di due anni prima de “Lo squalo” di Spielberg (che inaugurò il genere shark-movie) “l’Orca assassina” si presentò nel 1977 con caratteristiche decisamente diverse, e sia gli incassi che il clamore saranno certamente più contenuti. Jaws era decisamente “tanto americano” sia negli intenti che nel ritmo frenetico, nello stile e anche se vogliamo nel filo di retorica dell’arrivano i nostri, laddove L’Orca si caratterizza da subito per atmosfere e scenari molto più europei, romantici e malinconici, struggenti, con regista (Michael Anderson) e attori principali (Richard Harris, Charlotte Rampling) tutti britannici, sceneggiatori e musiche italiani (Luciano Vincenzoni, Sergio Donati, Ennio Morricone).
Le differenze col capolavoro di Spielberg sono parecchie, innanzi tutto quello fu il primo film di genere ad essere girato in mare aperto, mentre questo utilizzò piscine e sfondi artificiali, e se lo squalo è costruito come il cattivo sempre a caccia di esseri umani, di qua abbiamo un mammifero estremamente sofisticato con diversi piani d’azione e strategie d’attacco, astuto e vendicativo, perciò intelligente. In Jaws non ci sono dubbi sul da che parte stai, il pubblico fa il tifo, di qua avviene subito il dramma per cui l’orca s’arrabbia e prepara la vendetta avendo peraltro ragione – lo spettatore perde entusiasmo e s’eclissa, tutto poco americano.
Comunque, da quel ‘75 in poi si diffuse l’idea che sia lo squalo che l’orca fossero animali assassini pericolosissimi, e se per lo squalo è documentato da numerosissimi attacchi anche mortali, per l’orca è un’idea senza alcun fondamento, le uniche morti sono state provocate da orche in cattività nel corso di stressanti addestramenti, non si ha invece notizia di aggressioni più o meno letali in mare aperto.
Ciò che rimane di ‘Killer whale’ è il nome anzi l’aggettivo da associare a questo mammifero marino, anche se in realtà pare derivi dagli antichi balenieri spagnoli che alla vista di queste creature che cacciavano balene assai più grandi di loro le etichettarono come “assassine” – di fatto è un predatore apicale senza avversari e si nutre di pesci di ogni dimensione, dalle balene alle razze, non c’è da stupirsi più di tanto, anche i lupi e i leoni cacciano in gruppo.

Recentemente sulle coste spagnole ci sono stati diversi casi (alcuni filmati) di yacht speronati da gruppi di orche, e in qualche caso i marinai hanno avuto la sensazione che sapessero bene cosa stessero facendo: volevano affondarli. Ascoltando queste notizie e tornando alle immagini soprattutto del finale del film viene da pensare che Anderson abbia studiato molto bene il comportamento del cetaceo, ancor più stupefacente è il fatto che alcuni studiosi sembrano motivare i recenti attacchi agli yacht con una vendetta legittima perché una delle orche del gruppo era stata speronata tempo prima. Oggi lo sappiamo, le orche sono mammiferi marini molto intelligenti ed evoluti, con una struttura gerarchica che vede le femmine al comando, e un sistema di caccia in gruppo organizzato ed efficace. Sanno cos’è la crudeltà, selezionano le parti da mangiare e quelle da buttare, talvolta cacciano soltanto per sport, per allenamento, e sono consapevoli del fatto che in mare aperto non hanno rivali, hanno la meglio anche sui grossi squali bianchi.
Killer whale non è un film ecologista, ma se offre lo spunto per conoscere meglio queste creature va bene lo stesso.
Voto: 7

Claudio Bacchi è nato il 04-12-1970 a Foligno (PG) ed ha sempre avuto una grande passione per la scrittura, coltivata come profondo interesse e non come occupazione principale. Laureato in Scienze Politiche, nel corso degli anni ha pubblicato numerose recensioni cinematografiche su vari siti web di settore e collaborato con la rivista "C'Era 2000" per brevi racconti. Nel 2000 pubblica il romanzo giovanilista "Pursauenghi poi bang", con la casa editrice Laurum, e in seguito fa stampare alcune centinaia di copie dell'altro romanzo "Salvala guitar", nel 2017. E' un grande appassionato di cinema, animalista e vegetariano.



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