Lo chiamavano Jeeg Robot

Regia: Gabriele Mainetti
Interpreti: Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli
Anno: 2015
Produzione: Italia

Trama

Enzo Ceccotti, criminale romano di scarsa importanza dedito a piccoli furti, cadendo accidentalmente nelle acque del Tevere viene a contatto con materiale radioattivo depositato sul fondo. Grazie a questo evento fortuito il corpo assume una forza portentosa e la sua vita cambia drasticamente. Inizia ad usare tale potenza per vivere di prepotenza ma nel frattempo conosce Alessia, figlia di un noto criminale, e decide di aiutarla contro una batteria romana che reclama soldi dal padre morto ammazzato. Enzo si trova così di fronte la banda capeggiata dallo Zingaro/Luca Marinelli, in affari con la Camorra e fortemente incuriosito dalla sua forza prodigiosa.

Pubblicità

CHI HA PAURA DEI CAPELLI?
Agnese soffre di tricofobia, la paura irrazionale di capelli e peli. La sua vita viene sconvolta da una serie di avvenimenti, disgustosi e macabri, che la conducono in un vortice di paranoia e delirio. Scopri Tricofobia, l'innovativo horror scritto da Ramsis D. Bentivoglio. Disponibile in ebook e cartaceo entrambi arricchiti con 25 illustrazioni.

Recensione

Lo chiamavano Jeeg Robot è stato un avvenimento, una bella pagina inaspettata e vincente nel mondo del cinema italiano. Realizzato con budget esiguo, inadatto per film di fantascienza, è stato una scommessa, si è riusciti lo stesso a tirar fuori un prodotto brillante e originale. Non potendo competere con i Marvel Studios si è tenuto un profilo medio-basso con effetti speciali dignitosi ma non spettacolari, puntando di più sulla caratterizzazione dei personaggi e sulla drammaticità dell’intreccio. Ne scaturisce un prodotto di fantascienza dai contenuti action-movie, thriller incalzante e tracce di horror nella persona di Fabio Cannizzaro/Luca Marinelli/Lo Zingaro, horror e IRONIA!
Alla base del successo di questo film - distribuito dalla Lucky Red – c’è l’ottima sceneggiatura di Roberto Marchionni e Nicola Guaglianone e le superbe prove degli interpreti, su tutti Luca Marinelli nel ruolo dello Zingaro e Ilenia Pastorelli nella parte di Alessia, abusata dal padre e immersa in un mondo che la vede principessa salvata da Jeeg Robot d’acciaio, come nei VHS che conserva. Claudio Santamaria non delude nei 100 chili di muscoli serio e introverso mezza tacca di criminale ai margini della stessa malavita, brusco di poche parole, ma veniamo soprattutto rapiti dalla megalomania folle di Marinelli/Zingaro innamorato del pop italiano anni ‘80 - soprattutto la Oxa!! - e stregato dai video virali di Ceccotti che strappa la cassaforte del bankomat a mani nude. Tanto Marinelli istrione del male dunque, e tanto Alessia/Ilenia Pastorelli, candida fanciulla capace di amare prigioniera di un mondo giusto – e dunque irreale! - in cui Jeeg la salverà. L’amore in precedenza negato tenta di scuotersi per Enzo novello Jeeg Robot, un amore delicato che all’inizio Ceccotti non capisce, da brutale pregiudicato, ma che poi gli darà una ragione per vivere.

Lo sfondo è Roma, poco patinata, restituita alla propria essenza, trionfante nella zona dell’Olimpico coi suoi ponti, più anonima e indifesa nelle scene della prima parte girate a Tor Bella Monaca, comunque Roma in carne e ossa tanto vicina a quella che abbiamo visto e che osserviamo tutti i giorni.
Alcune scene come l’irruzione di Cannizzaro/Marinelli nel covo dei camorristi, il “ballo” macabro con Nunzia, sono già cult, ironia e gangsterismo spietato alle massime altezze, Cannizzaro è un narcisista che sogna la guida suprema della criminalità, spietato ma anche buffo quando s’arrabbia per il colore del cellulare, rancoroso e vendicativo, schiavo dei like e del giudizio della gente, innamorato di Anna Oxa e Loredana Bertè. Forse un antagonista così nel nostro cinema non c’era mai stato, personaggio con diverse facce dipinto con grande studio e attenzione.
Infine, se l’unica pecca è una seconda parte che poteva essere leggermente ridotta, il film rappresenta comunque un esperimento di grande qualità, dove la scrittura delle scene è puntuale, l’interpretazione dei protagonisti entusiasmante, la scenografia e la colonna sonora perfettamente funzionali ad un progetto valido e originale.
Voto: 7,5

Claudio Bacchi è nato il 04-12-1970 a Foligno (PG) ed ha sempre avuto una grande passione per la scrittura, coltivata come profondo interesse e non come occupazione principale. Laureato in Scienze Politiche, nel corso degli anni ha pubblicato numerose recensioni cinematografiche su vari siti web di settore e collaborato con la rivista "C'Era 2000" per brevi racconti. Nel 2000 pubblica il romanzo giovanilista "Pursauenghi poi bang", con la casa editrice Laurum, e in seguito fa stampare alcune centinaia di copie dell'altro romanzo "Salvala guitar", nel 2017. E' un grande appassionato di cinema, animalista e vegetariano.



CONSIGLI DI LETTURA

» Archivio notizie

RUBRICHE: arte | Audiolibri | Concorsi | Dracula | ebook | editori | Film | Film gratis | Fumetti | Guida alla scrittura | Halloween | Interviste | Isola di Scheletri | Letters from R'lyeh | libri | Necrolexicon | Notizie | partner | Pennywise | Racconti | Scream Queen | Segnalibri | Signora delle Mosche | Teschio d'oro | TV Horror | Videogiochi | Zio Tibia