American Gothic


Regia: John Hough
Cast: Rod Steiger, Yvonne De Carlo, Sarah Torgov, Janet Wright
Paese di produzione: Regno Unito, Canada
Anno: 1988
Durata: 96 minuti

Trama

Sei giovani amici sui ventanni, tre coppie, decidono di fare una vacanza insieme. Costretti ad un atterraggio di fortuna presso un isolotto poco distante da Seattle, la comitiva pensa inizialmente che l’isola sia disabitata per scoprire invece con sorpresa che c’è una casetta abitata da una coppia di settantenni coi loro tre figli dall’aspetto bizzarro.
La famiglia vive rifiutando qualsiasi conquista della modernità, aderendo in modo integralista e conservatore ad un credo bigotto tipico dei primi coloni inglesi arrivati nel nuovo mondo, inoltre i tre figli – seppur adulti – si comportano come se fossero rimasti all’età infantile, mostrando un evidente ritardo mentale. Ovviamente lo scontro tra la cultura libera giovanile della comitiva e il duro atteggiamento degli eredi dei Padri Pellegrini della Mayflower sarà inevitabile e porterà orrore e devastazione.

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OSCURE VARIANTI
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Recensione

Tra l’altro il titolo di questo film inquietante quanto inedito è lo stesso di un celebre dipinto di Grant Wood del 1930: “America Gothic”. Anche il dipinto del resto mostra una fastidiosa ambiguità, un padre e sua figlia posano di fronte ad una casa bianca degli anni ‘30, coi loro abiti contadini emblema di una vita faticosa e severa, coi loro colletti bianchi pesantemente allacciati, ma anche con le loro facce ed espressioni contrite che tradiscono disagio e sofferenza antichi quanto inevitabili. Wood ritrae due contadini anni ‘30 del Midwest ma in realtà imprime su quei corpi e su quelle facce la rigidità e l’integralismo dei Puritani di qualche secolo prima, e lo stesso irrazionale integralismo lo ritroviamo nella coppia di anziani protagonisti del film di John Hough  del 1987 – il patriarca è interpretato dal grandissimo Rod Steiger nella fase più matura e asciutta della sua carriera.

Il tema lo conosciamo: alcuni malcapitati si trovano a contatto con un mondo che credevano scomparso (o addirittura mai esistito!) e mentre realizzano il nuovo scenario gli eventi tragici li travolgono – è il “villico” che spara alla moto di Capitan America su “Easy Rider”, sono i riservisti nella palude infestata da contrabbandieri francesi ne “I guerrieri della palude silenziosa”, sono i 4 cittadini che decidono di scendere in canoa un grande fiume ne “Un tranquillo week-end di paura”, assaliti a più riprese dai nativi tutti parenti fra loro.
C’è il nuovo che anela ad una libertà sia interiore che nei costumi, negli atteggiamenti e nelle parole, che va a cozzare contro un vecchio che non è tradizione o sani principi, bensì cieca aderenza a regole spesso innaturali e sanguinose. Inevitabile lo scontro, scelta obbligata parteggiare per i più deboli.
Voto: 6,5

Claudio Bacchi è nato il 04-12-1970 a Foligno (PG) ed ha sempre avuto una grande passione per la scrittura, coltivata come profondo interesse e non come occupazione principale. Laureato in Scienze Politiche, nel corso degli anni ha pubblicato numerose recensioni cinematografiche su vari siti web di settore e collaborato con la rivista "C'Era 2000" per brevi racconti. Nel 2000 pubblica il romanzo giovanilista "Pursauenghi poi bang", con la casa editrice Laurum, e in seguito fa stampare alcune centinaia di copie dell'altro romanzo "Salvala guitar", nel 2017. E' un grande appassionato di cinema, animalista e vegetariano.



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