Torniamo a Silent Hill?

Che la qualità del cinema contemporaneo, perlomeno quella del cinema statunitense, sia in caduta libera non è ormai un mistero per nessuno e cominciano a spuntare persino alcun studi pseudoscientifici al riguardo.
Che una fetta importante di questa colpa sia da attribuire al ricorso esagerato a pratiche quali remake e sequel è di nuovo un segreto di Pulcinella e infine che dette pratiche siano ancora più frequenti all'interno del genere horror è anche questa cosa risaputa. Come allora provare il pur minimo interesse di fronte alla notizia che Michael J. Bassett, fresco reduce dal suo "Solomon Kane" sta lavorando a "Silent Hill: Revelation 3D", seguito dell'altalenante "Silent Hill"?
L'originale non era certo un capolavoro e rimediava con ottimi costumi, scenografie e atmosfere a un copione leggerino e inconsistente ma tutto sommato aveva alcuni spunti interessanti e si lasciava guardare.

Ora ritroviamo Bassett che, dopo due buoni titoli a inizio carriera si è un po' rilassato con "Solomon Kane" e dovrà dimostrare con questa pellicola quale sia la direzione che intende dare alla sua carriera: semplice yes man in grado di svolgere da bravo una serie di compitini action-horror per la casa di produzione di turno o autore in grado di dire la sua e distinguersi in qualche modo, anche minimo, dalla massa?

 

Questo sarebbe già motivo sufficiente, per un horror-addicted come me, ma ci sono altri elementi che, una volta tanto, mi spingono a turarmi il naso e mostrare curiosità nei confronti di un remake.
Da un lato torneranno gli attori del primo "Silent Hill": ok, è probabile che saranno loro affidati ruoli marginali per far da “ponte” e consegnare il testimone ai due nuovi protagonisti, Adelaide Clemens e Kit Harington, ma rivedere in azione uno dei miei feticci, Sean Bean, è sempre occasione gradita, senza contare che da anni amo, senza che lei purtroppo contraccambi, la splendida, algidissima Deborah Kara Unger.

 

Dall'altro lato la produzione ha scelto Maxime Alexandre come direttore della fotografia.
"Alta tensione", "Le colline hanno gli occhi", "P2", "Riflessi di paura", "La città verrà distrutta all'alba"... Serve altro? Alexandre ha avuto il grande merito di riuscire quasi sempre a lavorare benissimo anche in pellicole mediocri (come sono purtroppo alcune di quelle elencate) emergendo sempre come il principale elemento di interesse e ho rivisto alcuni titoli solo per ammirare nuovamente il suo modo di illuminare e filmare.

 

A questo giro avrà a disposizione la ormai strafamosa camera 3D Red EPIC, gran definizione e leggerezza: Alexandre si è già detto entusiasta ed è ora a Toronto al lavoro insieme a Bassett.
Ci sono insomma alcuni elementi per poter sperare in un sequel persino migliore del film precedente, staremo a vedere.
Volete tornare anche voi dalle parti di Silent Hill? (Elvezio Sciallis)

Elvezio Sciallis: Non vi deve interessare chi sono. Leggete quanto scrivo e discutete di quello: chi sono non è importante, sono solo (cambia una consonante) una persona qualunque, appassionata di cinema e letteratura, specie quel cinema e quella letteratura che giocano e dialogano con il Perturbante. Ho all'attivo alcune pubblicazioni in antologie collettive e personali. Ho collaborato con diverse riviste cartacee e online. Traduco dall'inglese all'italiano videogiochi e testi per alcune società estere.

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