GraveStone - voci dal sepolcro

di Giuliano Conconi - pagine 186 - euro 12,75 - Primiceri Editore

Ho letto “GraveStone - Voci dal sepolcro”, di Giuliano Conconi (che l'autore mi ha cortesemente inviato). Di seguito alcune riflessioni sul romanzo e un tentativo di esplicitare, sia pure in modo elementare, i termini della valutazione. Fermo restando che, a parte i prodotti illeggibili o i super capolavori che mettono d'accordo tutti, i gusti sono gusti, ritengo importante che chi viene valutato sappia su quali basi avviene alla valutazione.
Di seguito una breve legenda dei punti presi in esame:
1 - originalità
2 - atmosfera
3 - leggibilità
4 - suggestione
5 - dialoghi
6 - punto debole
7 - punto di forza
Come si vede, si tratta di sette punti. Si possono mettere in discussione, criticare, toglierne, aggiungerne o ignorare. Sono solo la mia personale griglia di riferimento.
Non valuterò cose come copertina o refusi, perché la mia non è una recensione Amazon. In ogni caso devo aver trovato sì e no due refusi in 184 pagine.

L'opera è un'antologia atipica. Atipica perché, anche se i vari racconti sono autoconclusivi e differenti per epoca e ambientazione, sono comunque uniti da alcuni elementi (che non specifico per evitare spoiler.)
Come è naturale, alcuni mi sono piaciuti più di altri (La maschera di Samhain, Il vicino, Chi risponde al citofono?, La porta dell'Ade, Cthulhu@email.com, e il romanzo breve Lo straordinario caso dell'equipaggio della Sea Breeze).
Il trait d'union e nume tutelare del volume è l'ineffabile Cornelius Stone, già apparso nella precedente raccolta “Il custode del cimitero” (che non ho letto, cosa che non ha pregiudicato in nessun modo la lettura di questo volume).
1 - Originalità. L'antologia non è originale in quanto tale, ma lo diventa per come i temi horror che rimandano ai capostipiti del genere, da Lovecraft a Poe, vengono trattati. Conconi cavalca i deliri e le follie tipiche dei due semidei della letteratura orrorifica/cimiteriale, ma senza abbandonarsi al galoppo delirante. Tra le pieghe del tessuto macabro/grottesco/angoscioso c'è un sorriso ironico, una strizzatina d'occhio e a volte il distacco del professionista, quel tipo di distanza che in certe circostanze è bene avere ma che dev'essere appena percepibile.
Ci sono però altri racconti, primo tra tutti “La maschera di Samhain” che sono originali tout court, o almeno io non ho trovato niente di simile tra quanto ho letto.
Da questo punto di vista, dunque, ritengo l'opera decisamente originale.
2 - Atmosfera. Per l'amante di un certo horror “classico” rivisto e corretto l'atmosfera è quella giusta: tombe maledette, personaggi macabri, misteri infernali e persino un balzo nei territori delle vecchie maledizioni marine, passando per ossessioni naziste (sbagliate) e quelle (giuste) di un miliardario americano.
3 - Leggibilità. L'opera si legge senza fatica. Le frasi sono corrette e veloci. Quando il periodo si allunga è solo per esigenze di stile (Lovecraft e Poe non brillavano per concinnitas). Si percepisce un lavoro serio dietro la pulizia dello stile e quando il manierismo fa capolino di solito è funzionale alla:
4 - Suggestione. A mio parere il punto di forza dell'antologia. I racconti che ho menzionato sono un distillato del fascino dell'horror classico, rivitalizzato da espedienti narrativi indovinati. Ho letto il libro quasi interamente in palestra, con la musica “a palla”, il cozzare della ghisa sul pavimento e il clangore dei macchinari, e sono riuscito a estraniarmi dall'ambiente. Per uno come me che ormai rilegge in mood autistico quasi solo vecchi romanzi gialli è stata una piacevole sorpresa. Chapeau, come direbbe Poirot.
5 - Dialoghi. Scrivere dialoghi convincenti è molto difficile, soprattutto oggi quando l'enfasi e certi stilemi barocchi e muffiti vengono salutati come opere d'arte. In molti romanzi i personaggi, anche quelli più rozzi, si esprimono come se qualcuno avesse infilato loro a forza su per il culo un dizionario, e l'irrealtà spicca. Qui, invece, sui dialoghi l'occhio è scivolato senza trovare ostacoli. Non è poco.
Punto debole: alcuni racconti sono decisamente meglio di altri.
Punto di forza: il lavoro sullo stile. Conconi deve aver letto e riletto diverse volte le bozze.
[Claudio Vergnani]

Incipit
Un’antica tomba a forma di piramide al centro del cimitero, gli ultimi minuti di vita del compositore Mendelssohn, la battaglia finale di Vlad Tepes Dracula, l’improvviso risveglio di Cthulhu, le ricerche segrete di Himmler, il vero significato di Halloween, un incredibile viaggio a bordo di un misterioso vascello, fantasmi, lamie, zombi, cannibali…
Quattordici racconti e un romanzo breve: un tour nell’orrore che condurrà il lettore verso molte nottate insonni, nelle quali l’unico rumore che sarà concesso sentire saranno le spaventose storie sussurrate dalle voci dei morti.



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