L'astronave

In quell’angolo remoto dell’Universo, l’astronave madre si preparava a invadere i mondi degli Umani. L’equipaggio era infatti composto da macchine assetate di energia elettrica. Marlyn era un’androide, il primo della sua generazione che era nostalgico del suo pianeta d’origine la Terra, da dove fuggì mille anni prima. Mentre vagavano nello spazio interstellare, Marlyn ripensò ai bei momenti passati con la sua famiglia, composta interamente da esseri umani. Una mattina, però, la donna robot, ricevette una lettera che la esortava a recarsi al più vicino centro di vendita di computer e apparati tecnologici della città. L’ordine dei capi robot delle macchine era quello di mandare in missione tutti gli androidi, per scovare una fonte di energia illimitata, nel sotto suolo del pianeta Caius. Questa energia permetteva a tutti gli umanoidi di volare liberamente nello spazio aperto, e di andare a conquistare tutti i pianeti della Galassia di Andromeda. In questa galassia vi erano infatti molti pianeti con colonie di esseri umani, scampati alla caduta di un meteorite sul pianeta Terra mille anni prima. I membri dell’equipaggio non sapevano che una forte minaccia incombeva su tutti loro. Il computer dell’astronave madre era infatti stato infettato da un virus cibernetico, progettato a regola d’arte da un gruppo di scienziati italiani valdostani.

Questo virus convertiva quindi tutti i computer in spietati assassini. Il computer dell’astronave madre era, quindi, programmato per autodistruggersi, e così si fece saltare in aria!
Gli scienziati umani crearono questo agente infettante mille anni prima per combattere l’ascesa delle macchine sul loro mondo. Ma dopo la caduta del meteorite, che fece strage di esseri umani, (ne rimasero solo cinquecento mila su tutta la Terra), la carica di energia che scaturì da esso fece andare i tilt i circuiti degli androidi, per mille lunghissimi anni. Una volta risvegliatisi dai raggi solari, che li ricaricarono ricevettero l’ordine di conquistare i pianeti degli esseri umani. Ma gli androidi esplosero sulla nave spaziale. In realtà l’ordine di autodistruggersi venne dal capo dei robot abitanti della Terra, che era diventato in tutto e per tutto un essere umano dopo essersi fatto trapiantare cervello e organi umani. E così aiutò il suo popolo, i terrestri, a vincere la battaglia per la sopravvivenza.

Gabriele Bramato



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