L'incidente

" No, se andiamo di questo passo lo chiudiamo questo maledetto negozio!! "
Francesco era fuori di sè dalla rabbia e dalla frustrazione. Aveva investito tutto quello che aveva per mettere su la sua piccola libreria. Amava i libri e aprire un negozio tutto suo era sempre stato il suo sogno, un sogno che aveva realizzato dieci anni prima, grazie ad un prestito miracolosamente concessogli dalla banca in cui lavorava suo fratello. Per un pò, " Lo Scaffale ", cosi si chiamava il suo negozio, era andato bene, le vendite erano state buone e la clientela numerosa, ma ultimamente le cose erano cambiate e i clienti scomparsi. Non riusciva più a vendere nemmeno un libro. Francesco era chino sul bancone, sommerso di scartoffie e digitava nervosamente cifre a non finire sulla sua calcolatrice.
" Porca miseria... con questo riesco a malapena a pagare i fornitori!! Poi ci sono le bollette, le tasse, il tuo stipendio!! Ma come diavolo faccio ad andare avanti? ". Marina, la commessa che lavorava per lui se ne stava in disparte a riordinare la sezione dedicata ai libri di storia. La situazione era preoccupante. Se Francesco chiudeva la libreria, cosa avrebbe fatto? Come avrebbe pagato l'affitto? Era una ragazza sola, senza un uomo, senza una famiglia alle spalle. Sospirò, estrasse l'ultimo libro dallo scatolone e lo mise sullo scaffale. Si voltò verso Francesco. Rimasero per qualche istante a guardarsi, in silenzio, poi lei disse:
" Eppure è strano, fino a due mesi fa andava tutto bene, avevamo una buona clientela, le entrate erano più che sufficienti a coprire le spese! "
" Già. E non possiamo neanche accusare la concorrenza! Figurati, la libreria più vicina è a dieci chilometri da qui! No dev'essere successo qualcosa... "
" E' dal giorno dell'incidente che le cose vanno storte! "
" Sì, hai ragione... "
" E' stato terribile... "
Furono interrotti dal rumore improvviso della porta che si apriva.
Entrambi si voltarono di scatto. Un uomo sulla quarantina era appena entrato nella libreria e si guardava intorno curiosamente.
" Posso aiutarla signore? " esordì Marina con un gran sorriso.
" Lei a me? Non credo signorina. Sono io che sono qui per aiutarvi. Oh, caro signor Francesco, vedo che si sta occupando della contabilità! E, mi dica, come vanno gli affari? "
Francesco e Marina si guardarono stupiti. Poi Francesco rispose laconico:
" E lei chi è, la guardia di finanza per caso? "
L'uomo rise, mostrando denti bianchissimi e perfetti.
" Oh no, ci mancherebbe!! "
Marina iniziava ad innervosirsi.
" Ma insomma, si può sapere chi è lei e che cosa vuole? "
L'uomo si tolse il cappello e lo posò sul bancone. Marina ebbe un fremito... era bellissimo, non aveva mai visto un uomo del genere, nemmeno sulle copertine delle riviste di moda. Non c'era attore o fotomodello che lei conoscesse che potesse lontanamente somigliare a lui. Aveva degli splendidi capelli neri, lucidi come seta e occhi di un azzurro intenso, meraviglioso. La pelle era chiara e vellutata. Indossava un completo grigio che si appoggiava stupendamente sul suo corpo asciutto e ben modellato.
" Non importa chi sono " le disse sorridendo.
Francesco si alzò, uscì da dietro il bancone e andò a mettersi faccia a faccia con lo sconosciuto. I due si fissarono per qualche secondo, poi Francesco disse sibilando:
" Mi ascolti bene signor Senza Nome, io non ho tempo da perdere con chi ha voglia di giocare, ho gia abbastanza guai qua dentro e non ho intenzione di ascoltare le sue stronzate, perciò veda di togliersi dai piedi " e così dicendo, con un repentino gesto del braccio gli indicò la porta.
L'uomo lo fissò, sorridendo, ma stavolta senza la benevolenza di pochi minuti prima. Fece un cenno di assenso con la testa, si allontanò di qualche passò da Francesco e, con un lungo sospiro, iniziò a parlare...

" Francesco, Francesco... non vedo ragione di arrabbiarsi!! Ormai dovresti averlo capito. La rabbia, mio caro, non fa più parte del tuo essere, perciò ascolt... "
" Ma di che sta parlando? Vuole andarsene sì o no? " urlò Francesco.
Gli occhi dello straniero divennero due fessure e le sue labbra sibilarono...
" Siediti e ascolta ".
Marina, che assisteva alla scena, si senti improvvisamente gelare. Quella voce, fino a poco prima calda e sensuale, si era trasformata in un qualcosa di inquietante...
Francesco, dal canto suo, non potè far altro che sedersi. Per meglio dire, qualcosa di inspiegabile lo costrinse a sedersi.
" Bene " disse l'uomo " vedo che ti sei deciso a lasciarmi parlare... ".
Francesco, ammutolito, face segno di sì con la testa. Marina si limitava a fissarlo. Nelle loro teste, i pensieri si accavallavano creando in loro uno stato di confusione che andava crescendo sempre di più man mano che l'uomo parlava. Marina pensava alla sua miserabile vita... non era mai stata bella e a dire il vero non era nemmeno molto intelligente. Non aveva mai avuto un uomo e le sue amicizie si riducevano a Claudia e Rita, sue ex compagne di scuola. Con loro aveva sempre avuto un buon rapporto, almeno fino a poco tempo prima. Da qualche settimana infatti, le due non la chiamavano e Claudia aveva addirittura fatto finta di non vederla per strada... Francesco, non se la passava molto meglio. Aveva 53 anni e da 5 era divorziato da sua moglie... quella stronza, pensava, sono settimane che non si fa viva e non mi porta neanche i miei figli. Aveva due ragazzi di 16 e 12 anni che adorava. Ma da qualche tempo non si faceva vivo nessuno. Con Marina aveva un bel rapporto. Dieci anni prima, quando aveva aperto il negozio, aveva messo un'inserzione su un quotidiano per cercare una commessa e fu Marina la prima a presentarsi. Non era bella per niente, ma aveva già lavorato come commessa e così aveva deciso di assumerla. Nel corso degli anni, i due erano diventati amici e spesso si fermavano oltre l'orario di chiusura a conversare e a commentare i libri che entrambi leggevano. Ora i due ascoltavano l'uomo che parlava... ma cosa stava dicendo? Forse farneticava... parlava dell'incidente. Se l'erano vista brutta Marina e Francesco! Un corto circuito aveva provocato un incendio e fatto parecchi danni al negozio.
Per fortuna loro...
" Ebbene miei cari " disse lo sconosciuto " spero di esservi stato d'aiuto. Resterei ancora a parlare con voi ma ho ancora molte cose da fare... ".
Prese il suo cappello dal bancone e si avviò verso la porta.
Marina e Francesco si guardarono. Ora avevano capito. L'uomo stava per aprire la porta quando Francesco disse:
" Aspetta! Abbiamo capito tutto tranne una cosa... tu chi sei e perchè sei qui? ".
L'uomo non rispose. Sorrise e scomparve.

 

Fuori pioveva ma il viavai di gente non si arrestava. Il marciapiede era affollato di gente che camminava e chiacchierava. Due donne, passando, si soffermarono davanti a quello che fino a due mesi fa era un negozio ben avviato.
" Ci sei mai stata tu? " disse una.
" Sì, un paio di volte. Che tragedia. " rispose l'altra.
" L'incendio l'ha devastato completamente ".
" Che ne è stato del proprietario e della commessa? "
" Sono morti entrambi, i pompieri hanno trovato i loro corpi carbonizzati all'interno del negozio ".
" Poveretti ".
Le due donne ripresero la passeggiata, lasciandosi alle spalle quello che restava della libreria " Lo Scaffale ".
Un ammasso di cenere e macerie.

Roberta Federici