
di Paolo Di Orazio - pagine 212 - euro 16,00 - D Editore
I protagonisti dei racconti di questo volume non sono efferati assassini o pericolosi serial killer, ma sono il simbolo dell’innocenza, della spensieratezza, della gioia. Primi delitti vi guarda con uno sguardo beffardo e divertito: riuscirete ad andare fino in fondo (Amazon).
A distanza di oltre 30 anni fa riflettere che questo libro abbia scandalizzato l’Italia, addirittura coinvolgendo l’allora Governo Andreotti. La penna di Di Orazio è sicuramente tagliente come un rasoio, squarcia pelle e carne senza esclusione di colpi ma, come dice l’autore stesso nella prefazione, mai avrebbe immaginato di causare tanto chiasso.
Tolto l’aspetto “gossip”, “Primi delitti” è un libro da leggere, un’opera di spessore, morbosa e godibile e poi questa gustosa e coloratissima edizione di D Editore è un piacere per gli occhi.
Voto: 8
Dalla prefazione dell’autore
Primi Delitti è nato così, a rasoiate come lo leggerete. Un libro a gestazione zero, cominciato in una noiosa sera d'inverno del 1989. Dopo il fuggente attimo intuitivo, preparandomi per la stesura, tipo rito iniziatico, scarabocchiai qualche bozzetto ispirandomi ai graffiti di Profondo Rosso, quelli che Dario Argento fa trovare a David Hemmings sotto l'intonaco nella villa del bambino urlante.
Alessandro Balestra, classe 75 e fondatore di Scheletri.com, fin da piccolo
scopre la sua passione, quasi morbosa, per l'horror e il fantastico. Libri e film
dell'orrore diventano il suo pane quotidiano, tra i tanti autori che legge, il suo
preferito è senza dubbio Lovecraft. Durante questi anni si è cimentato in ogni genere di
espressione artistica: ha scritto racconti e poesie, ha cantato in un gruppo rock,
composto canzoni, fotografato e dipinto.
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