Pier

di Luca Bettega - pagine 374 - euro 15,00 - Argento Vivo Edizioni

Pierangelo Lucchini, Commissario di Polizia appena andato in pensione, si ritrova invischiato nell’indagine sul serial killer Il Roberta, che dopo anni di silenzio ritorna ad uccidere giovani ragazze (tutte di nome Roberta) e uomini di mezza età. Pier si sente combattuto tra il suo senso del dovere, che lo spinge ad investigare visto che in passato il killer gli era sfuggito, e la sua famiglia. Ana, la moglie che desidera che lui si riprenda il suo tempo, che faccia nuove amicizie; Barbara, la primogenita che insieme al fidanzato Renato abitano in un'altra città, Monza, e hanno deciso di sposarsi; Andrea, il secondo genito di Pier e Ana e che a 27 anni vive ancora a casa con i genitori, senza un lavoro stabile e frequentando amicizie dubbiose e litigando sempre con il padre.
Una vita non semplice, quella di Pier, e che certamente lo mette a dura prova. Nel corso del romanzo Luca Bettega introduce ed espone con grande abilità psicologica molti personaggi, rendendo la sensazione della lettura fluida come se vedessimo un film. In questo è aiutato anche da una peculiare descrizione di luoghi quali le vie del paese Dervio, le sue strade affacciate lungo il lago di Como, fornendo quindi una base visiva ben particolareggiata che consente di avere ben definiti gli sfondi (molto amati dall’autore, visto come li riporta).
Essendo un romanzo d’esordio, c’era la possibilità che la gestione di molti personaggi potesse creare difficoltà all’autore, ma bisogna invece dargli atto che ha saputo dare ad ognuno carattere e voce diversi, rendendoli reali e tangibili, con tutte le loro sfaccettature. L’evoluzione della storia avviene con la descrizione di ragionamenti fatta di volta in volta dai personaggi e nello scambio di dialoghi tra loro.

Pier, Ana, Andrea, Barbara, Ferdi, Michele Mura, Michele e Davide Boschi, Della Valle, sono solo alcuni (non li riporto tutti) degli attori che servono per questo libro che, a mio giudizio, non è un semplice thriller. Leggendolo ho avuto la sensazione che fosse stato scritto avendo come focus la storia di Pier, e lo stesso modus con cui è scritto, in modo quasi intimistico, “lento”, serve a incentrare l’attenzione del lettore non all’azione, ma alle persone, ai loro difetti, alla loro umanità intesa come fallibile, con le loro caducità e i loro pregi.
Se c’è qualcosa che ha rallentato la lettura è stato un uso frequente delle parentesi, al cui interno spesso è riportata una frase lunga, determinando uno scollamento dalla fluidità della lettura. A volte ci sono delle frasi un poco semplicistiche o banali, ad esempio come quando fa “parlare” la figlia del Commissario Della Valle, la quale chiama il padre col suo nome di battesimo, Fausto, piuttosto che papà.
“Preferì accantonare quei pruriginosi pensieri e riavviare il filmato...”
Oppure “In quelle condizioni il whisky non era certo l’alleato ideale, ma era impensabile non bagnarsi le labbra di tanto in tanto con quel nettare divino.”
Qualche frase sembra peccare di ingenuità, ma l’autore riesce comunque a mantenere sempre forte la tensione e la curiosità del lettore, coinvolgendolo nei pensieri di Pier e degli altri personaggi, portandolo a sentirsi coinvolto e a proseguire la lettura.
La cover è di grande impatto grafico, il volto è la trasfigurazione di una persona che porta dentro di sé gioie e molti dolori, ed è perfettamente coerente con il romanzo. L’uso dei colori è indovinato, esaltando tutta la peculiarità di Pier. Insomma, una copertina che si promuove a pieno voto, complimenti alla casa editrice Argento Vivo per la cura posta al libro.
Complessivamente Pier è un buon romanzo, merita la lettura e a mia volta l’ho proposto nel mio circuito.
Voto: 7-

Incipit
Nuvole.
Nuvole che giocavano ad acchiapparsi nel cielo luminoso di un tardo pomeriggio settembrino.
Nuvole che soffiavano dagli altoparlanti della Chevrolet, riempiendo l’aria di poesia.
Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo...

Nuvole che velavano di confusione la mente di Pier, finemente concentrata alla guida, su una strada che gli anni avevano reso fin troppo uguale.

Andrea Di Carlo vive a Roma, dove lavora. Fin da piccolo ha sempre amato leggere fumetti e libri.
Ad oggi le sue passioni sono la fantascienza, il fantasy, l’horror, il noir, il thriller, il giallo, i romanzi umoristici... e molto altro ancora. Il suo limite è lo spazio (dove riporre i libri).



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