AL MIO LETTORE

 

aro Lettore,
già ti vedo lì seduto al tavolo della tua scrivania, con in mano questo foglio. Non prendermi in giro, so bene che speravi nell'ennesimo racconto del terrore, qualcosa che ti facesse provare emozioni forti a buon mercato: paura, disagio, ansia, dolore. A questo punto dovrei dirti che mi dispiace non poterti accontentare: cazzate! Sono stanco di inventare nuove storie, assurde oltre ogni limite, solo per compiacerti o per farti provare un brivido lungo la schiena, stanco di scrivere vaccate sulla fine del mondo, stanco di raccontare i miei fantasmi ed i miei mostri, ma soprattutto sono stanco delle tue critiche: "Questa scena non è credibile, questo mostro è ridicolo, questo personaggio non ha profondità psicologica, questa frase è sbagliata, questi refusi sono inammissibili." Ora non azzardarti a dire che ho abusato dei dimostrativi! Sono stufo marcio di scrivere bene, di non poter scrivere "cazzo" o "vaffanculo!!!!!!!!" solamente perché la grammatica me lo vieta!

 

Quando leggerai queste righe, io non sarò più: mi sarò gettato dalla finestra del mio palazzo, ennesima vittima di quell'enorme fandonia che chiamate "società".
Siamo alla fine.
Ti sembrerà scontato ed eccessivamente melodrammatico, ma questa mia lettera termina con un

 

Addio.

 

Con profondo sdegno,
Mattia Galliani.

 

***

 

P.s. Mi ero quasi scordato che volevi la tua storia dell'orrore. Facciamo così: scendi in strada e guardati attorno. Non esisterà mai al mondo orrore più grande del mondo stesso... Se ancora non ti basta, torna in casa e guardati allo specchio: prova ora a dirmi che il mostro che vedi ti sembra ridicolo, o che non ha profondità psicologica!

Mattia Galliani