Festa della donna?

Ciao a tutte (e a tutti) dalla vostra Rayne! Sarò chiara e diretta: donne, non aspettatevi gli auguri da me. Sì, perché se c'è una festa che davvero non sopporto non è San Valentino, con il suo consumismo e le sdolcinatezze, o Natale, con la sua ipocrisia, ma è proprio l'8 marzo, la “festa” della donna.
Tranquille, non ho intenzione di parlare del fatto che le donne andrebbero festeggiate ogni giorno, e non solo una volta all'anno, anche perché il mio parere su questa affermazione è piuttosto caustico... E non parlerò nemmeno del tremendo olezzo che emanano quelle palline gialle che la gente si ostina a chiamare “fiori”, e che magari a qualcuna di voi piacciono da morire.
Quello di cui voglio parlare è qualcosa che spero la maggior parte di voi conosca già, e cioè le origini di questa ricorrenza, che oggi si festeggia allegramente ma che in realtà ha un oscuro passato.

Questa ricorrenza ebbe origine da una serie di eventi drammatici avvenuti tra la metà del 1800 e gli inizi del '900, il più eclatante dei quali fu sicuramente lo sciopero di un gruppo di donne che lavoravano come operaie in una fabbrica tessile di New York, indetto a causa delle condizioni in cui erano costrette a lavorare. La protesta proseguì per diverse giornate, quindi i proprietari dell'azienda decisero di bloccare le uscite della fabbrica, per impedire alle operaie di manifestare e costringerle a lavorare. Si sviluppò un incendio, che uccise 140 donne.
Questo avveniva nel 1911, e segnò una tappa tristemente importante per l'emancipazione femminile (ma non solo), un momento in cui il mondo si rese conto delle condizioni in cui molte persone erano obbligate a vivere e lavorare, ma fu solo nel 1977 che l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la risoluzione che sanciva l'8 marzo come Festa Internazionale della Donna.

 

Non è mia intenzione parlare di politica, ma viste le recenti manifestazioni per la difesa della dignità femminile mi sembra doveroso ribadire un concetto apparentemente molto semplice: è vergognoso che nel 2011, in un paese (forse solo superficialmente) civilizzato come il nostro, dopo più di un secolo di lotta, le donne debbano scendere in piazza e protestare ancora per ottenere quello che è uno dei diritti basilari di ogni essere umano, cioè il rispetto.
Personalmente, non amo questa ricorrenza perché non sento di voler festeggiare nel senso proprio del termine un episodio così tragico, anche se è ovvio che sia stato importante nel difficile percorso di conquista dei diritti delle donne. Meglio sarebbe, secondo me, dedicare questa giornata alla memoria di chi ha combattuto perché questo fosse possibile, invece di ridursi alle “uscite sole donne” o a riempire qualunque essere umano di sesso femminile di pestilenziali mazzolini gialli.
Voi che cosa ne pensate? Festeggiate l'8 marzo uscendo con le amiche oppure siete allergiche alle mimose?
Un saluto dalla vostra Signora delle Mosche, alla prossima! (Rayne)

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