Cerimonie nere

di Paul Féval, Stefan Grabinski, Laird Barron - pagine 596 - euro 9,90 - Urania Horror (Mondadori)

E anche l'ultimo baluardo horror è crollato! Con il numero 13 di "Urania Horror" infatti si chiude definitivamente la collana Mondadori dedicata alla narrativa dell'orrore, genere che ormai sta diventando sempre più di nicchia.
"Cerimonie nere" contiene le opere, due romanzi e una raccolta di racconti, di tre autori non molto conosciuti qui in Italia. Si parte con "La città vampira" del francese Paul Féval, un polpettone assurdo a metà strada tra la farsa e il grottesco. Probabilmente andrebbe contestualizzato all'epoca in cui è stato scritto, fine '800, ma ciò non toglie che sia un romanzo non solo invecchiato male ma pure fuori tema. Non è horror punto e basta.

Di tutt'altra pasta invece è Stefan Grabinski, talentuoso autore polacco di fine '900 che non conoscevo. Urania ha raccolto in questo volume alcune sue opere dal sapore squisitamente "vintage", un horror vecchio stile, garbato ed elegante ma a suo modo moderno e godibile.
Conclude il libro "La cerimonia", controversa opera di Laird Barron, a tratti intrigante ma spesso macchinosa e lenta, i cambi di stile nella narrazione e i continui flashback tra passato e futuro mi hanno disorentiato.
In conclusione un volume che mi ha convinto a metà.
Voto: 6
[Alessandro Balestra]

Incipit dall'introduzione di Giuseppe Lippi
Mentre la primavera muore e avanza il caldo dell'estate, la nostra collana horror si avvia all'ultimo viaggio con un super-volume da tre romanzi. Anzi, due romanzi e una raccolta di racconti nerissimi sul tempo e altri paradigmi.



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