Codigoro, comune nella provincia di Ferrara in cui Giorgio Bassani ha ambientato gran parte del suo romanzo "L'airone", offre interessanti spunti turistici e pittoreschi:

Costruita tra il VI e VII secolo, l'Abbazia di Pomposa conobbe la sua massima fioritura dopo l'anno Mille sotto l'abate San Guido. Ospitò Guido d'Arezzo, inventore delle note musicali e Dante Alighieri: il sommo poeta vi soggiornò traendo ispirazione dai suoi mosaici e affreschi per la "Divina Commedia", in cui citò l'Abbazia (Paradiso, Canto XXI) e il suo incrollabile campanile (Purgatorio, Canto V).

Nato come centro amministrativo del monastero di Pomposa divenne poi Palazzo del Vescovo sotto la Curia di Comacchio. L'edificio fu restaurato nel '700 dalla famiglia Cestari dopo una parziale distruzione. Negli anni '60 fu acquistato dal Comune di Codigoro che lo ha trasformato in centro culturale e sede della Biblioteca Comunale "Giorgio Bassani".

L'Oasi Garzaia è un area di circa 8 ettari , esempio di “naturalizzazione” nel parco del vecchio Zuccherificio Eridania. Riveste un ruolo fondamentale per la salvaguardia dell’ambiente per flora e fauna tra cui: airone bianco maggiore, garzetta, nitticora, tarabuso e molte altre.

Fu fatta erigere dal Governo Pontificio durante i primi anni del '700 per controllare le rotte commerciali sulle sponde del Po di Volano. Fu adibita a caserma della Guardia di Finanza fino ai primi anni del '900. Attualmente è diventato uno spazio turistico, culturale e panoramico.

Superstite di un più vasto complesso di lagune che circondava l'Abbazia di Pomposa, l'Oasi di Canneviè rappresenta un biotopo unico di flora formata prevalentemente da limonium, scirpeti, giuncheti e canneti.

Eretta nel XVII secolo poco distante dall'Abbazia di Pomposa, la Chiavica dell'Agrifoglio serviva a trasferire le acque del territorio pomposiano nel Po di Volano. La metamorfosi del territorio negli ultimi tre secoli, dovuta a cause sia naturali sia artificiali, hanno portato la chiavica ad essere inutilizzabile.

Situato nei pressi dell’Abbazia di Pomposa, il Bosco Spada è un antico biotopo naturale cresciuto su dune fossili, caratterizzato da alberi autoctoni come farnie e frassini, affiancati da pini marittimi frutto di successivi rimboschimenti. L'area comprende anche piccole zone umide che offrono rifugio a numerose specie di uccelli acquatici.

Gioiello di archeologia industriale, l'ex Zuccherificio Eridania, fondato nel 1899, è stato uno dei più grandi stabilimenti saccariferi d'Italia, poi chiuso negli anni '80.

La Strada del Diavolo che porta da Codigoro verso il mare, si ipotizza che abbia questo nome inquietante perché in passato conduceva direttamente alle impervie e inospitali terre di levante, composte da un'oscura geografia di lagune, fitte selve e paludi che l'immaginario popolare associava a un ambiente infernale e sgradito.
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